Morire di covid a 2 anni, una notizia a latere della gara di bignè

Morire di covid a 2 anni, una notizia a latere della gara di bignè

31 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

La notizia è lì a margine di mille “fregnacce” sul niente, dice di un aereo di soldati che porta a salvare, a tentare di salvare, una bimba di due anni da Catanzaro a Roma, malata di covid. Poi… poi un altra notizia a latere delle mille cose inutili di cui “abbiamo obbligata notizia”, la bimba è morta.

I medici dell’ospedale, il Bambin Gesù di Roma, segnano la impotente disperazione, anche i soldati che l’hanno accompagnata in volo, che hanno sperato in volo non sono da meno. Se vai via ed hai fatto la strada puoi trovare consolazione, ma se vai via e eri alla porta della vita, no. Non c’è rassegnazione.

Sul covid ne ho sentite tante, troppe idiote, poi questa storia le rende inutili tutte, ci rende così sciocchi nel nostro distinguere i gradi di dolore: io ho paura del vaccino, io dell’ago, io della trama che c’è dietro ogni fiala, c’è chi teme anche il cartello del vetro che lucra sulla porzione.  Io temo la morte, la temo per quel sottrarre gli umani, uno alla volta, all’umanità, tempo la scia di dolore che la morte lascia nei vivi uccidendoli un poco.

La bimba aveva genitori, aveva amore, aveva la sua gente tanta o poco.

Una notizia a latere del tempo freddo che viene, del politico che non sa cosa dire ma lo dice insistendo, della ultima gara di cucina in cui si litiga se alla carbonara ci va il guanciale o la pancetta, e su tutti gli intelligenti che capiscono ogni difetto del vaccino pur facendo l’imbianchino e i miei colleghi che sanno di medicina come io delle grazie del Signore.

Una bimba è morta di covid, aveva due anni. Questa è la notizia.