La madre ed il contatto, la vergine del contatto
3 Febbraio 2022E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
Che si raccoglie intorno al tuo passare
Siepe di sguardi che non fanno male
Nella stagione di essere madre
Fabrizio De Andrè, Ave Maria
Si piega madre di pietà’ avvolta che ogni tribolato in quelle braccia ha unica speme.
Nero e’ il mondo ferocia di soldato , bestemmia di sacerdote ma anche l’orco e’ figlio e di quella pietà anche per un solo giorno e’ stato avvolto.
Intenso.
Madre tenera che ricerca ogni viandante solo, solo senza la madre, la guida. Lei si china sul figlio, lo avvolge lo protegge. Tenerezza infinita per chi conosce le durezze della vita, trovi acqua per la sete di bontà dove c’è solo la disperazione e la fine e l’infinita fine. Si fugge sempre da un potere di vecchi che odia il futuro, un tempo triste di egoisti che cercano di uccidere domani, ma domani è già in Egitto ed Erode uccide per inutilità. Il contatto, il contatto che cerchiamo da madre insegnato, in donne da amare, donne bellissime di quel contatto.
Ali nere di angelo, di chiaro c’è l’amore e non si può volare. Così mi baciasti, così mi baciasti madre e madre vado cercando. Siamo fuggiti anche noi, come ogni bimbo ed ogni madre dal destino che è assassino di speranze. Poi Maddalena di altro amore mi fece persuaso, mi si fece fedele e chi generosa ha amato generosità comprende. Di altro amore se ritrovo questo amore.
Fuga in Egitto, vergine del contatto. Caravaggio


