Latina la città con la sindrome dell’oratorio senza casa del popolo. La bulimia immobiliare del Comune
3 Febbraio 2022Solo, solo, solo, solo
Solo una sana e consapevole libidine
Salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica
Zucchero
A Latina non abbiamo avuto la casa del popolo, ma l’oratorio sì. A Latina spariti i balilla sono rimasti i devoti, per i rivoluzionari ripassare domani.
In tutta Italia i centri sociali dei ragazzi si “conquistano”, si “occupano” a Latina li compera il Comune. Poi il Comune li organizza tal quale un oratorio
State calmi adesso, bambini
Facciamo un po’ silenzio
Se cercate di essere buoni
Vi canterò una storia
Facciamo un po’ silenzio
Se cercate di essere buoni
Vi canterò una storia
Sarà una di quelle serene
Che vanno a finire bene
Non ci saranno gli uomini neri
Che turbano i pensieri
Che vanno a finire bene
Non ci saranno gli uomini neri
Che turbano i pensieri
Angelo Branduardi, State buoni e potete
La banca d’Italia, l’ex edificio il Comune lo ha acquistato a 3 milioni di euro, sei miliardi di vecchie lire, naturalmente ha, su cosa fare, le stesse idee che ha per i tre teatri pubblici chiusi (D’Annunzio, Caffaro e Ponchielli), per il garage Ruspi, per il mercato annonario, per l’ex consorzio agrario, per l’intermodale, per… fatevi un giro ed in ogni angolo troverete edifici vuoti e pubblici, edifici inutili e idee latitanti.
Ma il Comune insiste e acquista ogni cosa fosse pure un “sercio” dimenticato.
Latina ha un Comune compulsivo degli acquisti, bulimico nella gestione.
Sta di fatto che hanno comperato l’ex Banca d’Italia e il consiglio comunale, ad unanimità, tutti d’accordo, ha deciso di farci un “grande doposcuola”, con sale lettura, spazi per dire, fare, lettera e testamento. Magari per giocare a ruba bandiera, a cecalacchia (nascondino), a chiapparella. Poi lo diamo anche in gestione ai salesiani, così pii e il cerchio si chiude e nessuno si fa male.
E non verranno gli uomini neri
Né cose sconosciute
Così anche la notte nera
Non ci fa più paura
Né cose sconosciute
Così anche la notte nera
Non ci fa più paura
A Latina è mancata la casa del popolo, quel luogo che guardando in cagnesco il campanile, conquistava il Comune per cambiare la visione delle cose, mancano i rivoluzionari non i chierichetti. Ma ogni buco che si libera è destinato all’Università la nostra “pattumiera” urbanistica.
Bisogna disabituarsi e smettere di concepire la cultura come sapere enciclopedico, in cui l’uomo non è visto se non sotto forma di recipiente da empire e stivare di dati empirici; di fatti bruti e sconnessi che egli poi dovrà casellare nel suo cervello come nelle colonne di un dizionario per poter poi in ogni occasione rispondere ai vari stimoli del mondo esterno. Questa forma di cultura è veramente dannosa specialmente per il proletariato. Serve solo a creare degli spostati, della gente che crede di essere superiore al resto dell’umanità perché ha ammassato nella memoria una certa quantità di dati e di date, che snocciola ad ogni occasione per farne quasi una barriera fra sé e gli altri
Antonio Gramsci
Non abbiamo bisogno di oratori comunali, ma di case del popolo e del popolo. Abbiamo bisogno non di spazi “concessi” ma di spazi “conquistati”.
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza
Gramsci non diceva adeguatevi, mi sa che servirebbe una sinistra che non preghi, ma ho citato troppo Gramsci che resto menscevico e mi piacerebbe il piacere della musica.


