Coletta va dal Papa ma ci trova già zio Titta, il compare di Leone XIII e Addis Pugliese
6 Febbraio 2022Il sindaco di Latina, Damiano Coletta, è andato, con altri sindaci italiani, in visita da Papa Francesco, ha postato su Fb le sue foto con il pontefice. A me sono venuti spontanei questi ricordi nel seme di chi, come me, di preti e preghiere ha piena la vita dell’anima e del corpo e per questo, pur pregando nel dolore li bestemmia in vita. Contraddizioni di un mondo dove ciò che era di Cesare era pure di Dio e ciò che era di Dio piaceva a Cesare.
ESSERE PAPALINO
I miei, pur amanti della Repubblica Romana, fino al 1870 non erano italiani ma fedeli sudditi del Papa che, per inciso, era pure re. Noi da queste parti, per antica storia, o siamo pretigni o come me contro “re e papi e ancor di più contro papi che so pure re”.
LEONE XIII, I PAPA NOSTRO, E GLI COMPARE

Ma un papa lo abbiamo avuto, sì no “Papa nostro”, e manco papa da poco: Leone XIII (era di Carpineto e la mamma di Cori), uno che scrisse una cosetta per i cristiani la “rerum novarum”. Quella cosa che portò la Chiesa nelle cose nuove. E ho memoria di un primo viaggio dal Papa di uno di noi dai racconti di nonno. Lui raccontava del compagno di giochi del piccolo Giacchino (Pecci, Leone XIII) che, saputo dell'”incarico” dato al suo compagno decise di andarlo a trovare.
Partì da Carpineto per tempo col suo asino, si avviò verso Roma, non ci mise poco ma arrivò. Lo aspettavano le guardie svizzere informate dell’arrivo del “compare del Papa”. Lo trattarono da signore, gli tennero l’asino, per arrivare dal compare, passò almeno venti stanze. Una volta al cospetto del Papa il nostro lo riconobbe subito come compagno di giochi, come sodale nella vita e gli disse in dialetto, lo stesso che usavano quando giocavano a Carpineto: “Compà Giacchì che posto te su trovato, mo mantenatiglio”.
ZIO TITTA CHE SI PRENDE CURA DI GIOVANNI PAOLO SECONDO

Poi dal Papa ci andò in visita Titta Giorgi, consigliere regionale lepino, il papa era Giovanni Paolo II che era evidentemente sofferente e anziano. Badaloni, presidente della Regione, presentò Titta: “L’onorevole GiovanBattista Giorgi da Latina“, Titta precisò: “da Sezze Santità, da Sezze la città di Carluccio (San Carlo)”. Il Papa muoveva la testa, ma pareva assente e Titta con la lepina partecipazione verso tutti i tribolati gli disse: “su, su santo Padre aracchiappete ca n’antranno non te voglio vede accosì”.
ADDIS PUGLIESE, IL CISPADANNO CHE DIEDE DEL FURBO AL SANTO PADRE

Casualmente anche un cispadano (era di Feltre) incontrò il Papa, sempre Giovanni Paolo secondo, Addis Pugliese (forse il più grande pittore pontino) che durante una cerimonia con coro di alpini (di cui Addis era membro) si trovo faccia a faccia col pontefice. Il Papa si rivolse ad Addis: ma lei da dove viene? Addis voleva morire “ma te pare che de tanti davanti a mi se dovea fermare”. Addis rispose: “Da Latina”. Il papa di rimessa: ma a Latina non ci sono le montagne. Bene avrei voluto veder voi a conversare con il Papa, Addis a sua volta e d’istinto gli venne da dire “see, bravo furbo”.
A quel punto uno dei prelati che era intorno al Papa con severità disse ad Addis: “tra le virtù del Santo Padre non c’è la furbizia”. Fortuna che il corteo ripartì, fortuna che il Papa non era più re, e i tempi non erano da repubblica romana altrimenti Addis sarebbe passato ai lavori di fino di Mastro Titta (il boia del Papa). Qualche anno dopo Addis andò dal Papa in visita ufficiale e gli dono un quadro… forse per chiedere il perdono
COLETTA E LA SIGNORA DI SEZZE CHE… “SE E’ PAPA QUISSO E PAPA PURO MARITEMO”

Ora dal papa, Papa Francesco, c’è andato il sindaco di Latina, Damiano Coletta, e le foto le ha postate su Fb, aggiungo lui alla mia personale lista di “frequentatori” del Papa di cui ho storia chiudendo con la popolana di Sezze che alla vista di Pio IX che veniva a Sezze in sedia gestatoria a inaugurare una fontana vedendolo commentò: Ne se, se è Papa quisso è Papa puro maritemo”.
Storie di papalini, in una terra infida a ogni potere.


