Piantati gli alberi alla stazione lato Sermoneta, ogni tanto un'”opera buona”

Piantati gli alberi alla stazione lato Sermoneta, ogni tanto un'”opera buona”

8 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Scendo dal treno stazione di Latina, quasi fa sera. La mattina era grigio, ora rasserena, anzi “assola” un poco. Imbocco il tunnel che da sul parcheggio del lato Sermoneta della stazione: c’è un muro, dei uscire dai lati. Esce sul lato sinistro e trovo alberi piantumati nello spazio verde, e fino ad ora vuoto, del parcheggio.

Da anni mi chiedevo la ragione per cui è vuoto senza alberi, ho davanti la risposta che, forse, non speravo più: hanno messo a dimora degli alberi.

A Sermoneta non amano di certo il verde, le case escono come funghi. All’incrocio di Doganella lì dove c’era un prato avrebbe detto Adriano Celentano ora c’è una città, ed è un peccato, ma così va. Ma questi alberi danno il senso di una possibilità, dell’idea che si può pensare non all’oggi ma al domani. Un albero non cresce in un giorno, quando lo pianti è poco più di un ramo secco poi, negli anni, si fa gigante.

Piantare un albero è un atto di fede, un bellissimo atto di fede e quelle piantine lì, mi danno allegrezza. Non so se le vedrò alberi grandi, ma sono certo che ci sarà un bosco, un riparo quando il sole sarà forte, quando il vento avrà rabbia.

Grazie dei fior
Fra tutti gli altri li ho riconosciuti
Mi han fatto male eppure li ho graditi
Son rose rosse e parlano d’amor

Giocando sulle strofe cantate da Nilla Pizzi dico: grazie degli alberi, grazie di averli messi lì.

PS: Lato Latina di alberi manco l’ombra