San Valentino/ I baci Perugina che papà donò a mamma

San Valentino/ I baci Perugina che papà donò a mamma

13 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Lidano ti dimentichi di farmi gli auguri. Ma come non festeggi? Dio mio che confusione. Domani è San Valentino, tempo di auguri. Io vi racconto una storia, una storia vera, che forse spiega o forse no il segno delle cose e l’educazione alle cose. Mio padre era andato a lavorare a Milano, per uno che aveva fatto il militare a Bologna, era una conferma di conoscere il mondo. Milano negli anni ’60 era la città più dinamica del mondo, lì toccavi con mano il futuro, anche un futuro che non ci sarebbe stato.

E papà si affina decide di seguire le cose che scopriva ed aveva scoperto San Valentino e i regali. Manco a dirlo i regali non li sapeva scegliere ma nasceva il mondo fantastico dei consumi e lui pensò bene di regalare a mamma una confezione di Baci Perugina. Blu notte, elegantissima

Venne tronfio e fece una consegna ufficiale davanti a me e mia sorella. Noi, io e lei, pensavamo alla cioccolata, per nulla ai simboli, men che meno ai sentimenti.

Mamma di San Valentino credo sapesse nulla, ma quel regalo gli parse una cosa “sua, sua”. Papà la invitò ad aprire la scatola, ma lei ferma spiegò: “il regalo è mio”. Noi tre ci guardammo stupiti, ma è cioccolato…

Non ci fu verso, la scatola non si apriva restava poggiata in altezza su una credenza. La cosa aveva dell’incredibile, papà si anche arrabbiò: “ma dai, era un regalo per tutti”. Lei ferma: “è per me, e io non lo apro”.

Non lo aprì, la cioccolata la mangiarono con calma i vermi. Mio padre non le regalò più niente. Sapete pensai da questa storia che forse non si amavano, poi lei morì in una disgrazia del caso e lui le fece un regalo che non mi aspettavo: si lascio morire come se senza lei, nonostante l’egoismo dei baci, non c’era tempo.

Non ho mai capito le ragioni, le paure, le impressioni, il senso di tutto questo ma non riesco a regalare, quando mi arriva un regalo sto male, mi imbarazzo e non riesco a far capire che son contento.

Chissà come sarei ora se avessi mangiato quel bacio, mia madre era una donna bellissima, era fatta con un’altra pasta, ma quella volta non ci donò il dono e ci fece sterili di donare. Un difetto enorme.

Domani ci saranno doni, donate e  offrite che è bellissimo non stare soli.

Nella foto: mia madre