Il bar Mimì, piccola città che si sveglia in una fotografia

Il bar Mimì, piccola città che si sveglia in una fotografia

15 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Fanno la fila i carabinieri, eleganti in nero. Le signore hanno fretta, qualcuno indugia in fitti, fitti colloqui per iniziare il giorno. Bruno, oste di provata esperienza, fa il caffè come si deve e intrattiene come si può. Quell’arte di osteria che è sapere quando parlare e non esserci quanto è tempo di non ascoltare.

Il caffè è un pretesto, come la rincorsa che ti dai prima di fare la salita che è dura. Andrea mi chiama è tempo di riderci su, Gianni cerca nel salato il conforto e nell’acqua fresca di Nepi quella sorgente da cui attingere frescura che anche quando è freddo manca per il caldo artificiale di auto, appartamenti, locali e strade.

Il bar è un film di Fellini, inquadrature strette su volti che sono storie in fermo immagine. Arriva Massimo eleganza tra la campagna inglese, le terre di Siena e la Norma che guarda il mondo da una rupe dove impari a non cader giù.

Devi stare in guardia al bar, ogni battuta sbagliata inficia anni di costruzione di personalità e personaggi, e qui si è implacabili. Gli equilibri tra Kiev e Mosca rispetto a questo mondo sono cose da educande.

Ciascuno deve far sapere oltre ciò che conosce e deve far finta di non vedere ciò che vede. Lo zucchero a velo sul lievitato è pretesto per la neve in Semprevisa, per il viaggio in Dolomiti immaginarie.

Buongiorno signora? Come sta e i suoi guai? Ogni tanto si scende nella malattia, Andrea spiega la via, Massimo fa progetti, Gianni conta le cose da contare. Bruno è come Muti, capace di spiegare la musica, di armonizzarla ma quando dirige fa protagonisti gli archi, i fiati, come lui non ci fosse.

Perchè scrivo questo pezzo? Per fare una fotografia, una fotografia come i pittori facevano quadri degli angoli di Montparnasse. Una comunità di artisti della parola e ti chiedi di chi non passa: ma come starà? Che in fondo è la domanda che ci fa dentro la vita.

Profuma di caffè, che confusione e tra una confusione e l’altra il silenzio, poi si riparte. Il bar la mattina è  mare con onda e riflusso, è la marea del giorno.