Guerra e covid, eppure il pruno è fiorito ancora
26 Febbraio 2022Eppure il vento soffia ancora
Spruzza l′acqua alle navi sulla prora
E sussurra canzoni tra le foglie
Bacia i fiori, li bacia e non li coglie
Il virus ci ha schiacciato dentro queste 4 mura, e il tempo ci è stato rubato con la paura che invece era regalo difficile da accettare. Un dono sbagliato.
Poi quella paura faceva quasi vedere il sole ed ecco la guerra cambiare ogni colore. Di nuovo per regalo quella paura già donata dal male profondo.
Oggi il freddo gela, il cielo è plumbeo e sulla montagna il segno di una notte che gelava. Eppure
Già eppure. Eppure un pruno che pareva ieri morto oggi e risorto. Ha fiori certo incerti, ha germogli sbocciati che paiono ancora fiocchi di neve. Ma sboccia.
Eppure sboccia il pruno, eppure non ha paura di questo vento gelido del nord. Non teme il freddo che forse ucciderà il suo ardore.
Il pruno sboccia ancora, la micetta ci salta sopra con l’eleganza del felino e si muove in quel giardino senza far cadere neanche un pelato incerto.
Direte, ma come fai a vedere fiori dove c’è dolore e bombe. Ve lo dico in segreto, le guerre uccidono anche me ma un contadino legge le leggi della misericordia di dio non quelle dell’odio degli umani. Il contadino non ha paura perché la madre natura che non lo ha mai voluto, ma lui si ostina ad essere nel creato di certo non per lui creato. E allora legge la vita e conosce la prugna che sarà nel fiore che è e il ciclo è infinito.
Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
Ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale
Ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
E tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
Eppure è fiorito il pruno, è rinato il carciofo e il grano è già prato.

Eppure sfiora le campagne
Accarezza sui fianchi le montagne
E scompiglia le donne fra i capelli
Corre a gara in volo con gli uccelli
Eppure il vento soffia ancora
I versi sono di Pierangelo Bertoli, Eppure il vento soffia ancora


