La resistenza a Kiev, l’omino incazzato col fucile in una buca

La resistenza a Kiev, l’omino incazzato col fucile in una buca

26 Febbraio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Zelensky resta a Kiev: “Voglio munizioni, non un passaggio”

Così ha risposto il presidente dell’Ucraina alla proposta di ospitalità americana. Nella società dove contano o desideri, dove cerchiamo impossibile sicurezze contro ogni cosa, anche nei confronti della cura, vediamo una umanità umana. Vediamo uomini e donne che dicono no alla prepotenza, al calcolo fatto a tavolino da uomini che hanno dimenticato di che pasta sono fatti gli uomini.

Quando ho fatto il militare, nel Granatieri di Sardegna, il nostro generale (eravamo sui monti della Tolfa, sopra Civitavecchia) ci chiese “ragazzi, se c’è un omino incazzato dentro una buca con un fucile come fate a tirarlo fuori?”

Escogitammo mille modi per farlo, dalle armi nucleari, fino alla clava. Il generale, era un uomo enorme, alla fine disse: “vedete se c’è un omino incazzato dentro una buca per tirarlo fuori c’è solo una possibilità, un altro omino più incazzato di lui che lo va a tirare fuori“.

Ecco i russi, i soldati russi, non sono incazzati ma obbediscono ad un ordine che non capiscono, gli ucraini si sono incazzati davanti ad una palese prepotenza. Questa è l’arma che determina le sorti di una guerra.

Zalensky diventa un eroe greco, uno spartano, davanti a Ciro(Putin) che ha armi e potenza, ha uomini forti ma non sono incazzati.

L’esercito russo è un nobile esercito che ha avuto ignobili ordini da un ignobile capo che ha già perso.