La maglia di lana della Za Pippa ucraina al soldato russo che non aveva più freddo

La maglia di lana della Za Pippa ucraina al soldato russo che non aveva più freddo

2 Marzo 2022 0 Di Lidano Grassucci

Ci sarà pure in Ucraina, ne sono sicuro, una come Za Pippa (mia nonna). Sì, sì c’è la immagino con il segno del tempo nel volto, la maternità nel seno, e la saggezza che ti arriva dalla vita per vita direttamente.

Za Pippa d’Ucraina l’avrebbero trovata seduta sulla mezza sedia davanti l’uscio della sua casa distrutta, con il rosario in mano a dire due Ave Maria che anche dentro il tutto è perduto si può perdere ancora qualche cosa, fosse solo la vita.

Trovata lì senza paura sotto il cielo pulito di un inverno gelido per quanto bello. I soldati nemici si sarebbero avvicinati con terrore, con la paura di non uccidere ma di essere uccisi. Con il sapere a 20 anni che anche l’aria ti è ostile e il ritorno non è certo.

Se quelle vecchie fossero bombe vestite di età, armi di saggezza, potenza di madri di madri e di figli andati soldati come loro. Se, metti i se tu quando la paura non ha dubbi, non prevede incertezze.

Ma Za Pippa non va in guerra e non fugge dalla guerra non si sposta dalla sedia. Vedrebbe quel ragazzo bianco di terrore, con quel coraggio artificiale che gli da la vodka, lo guarderebbe e lo riconoscerebbe, come fanno tutte le madri di madri in ogni angolo di mondo, da quando il mondo è mondo.

Lo riconoscerebbe e prenderebbe la maglia di lana e la porgerebbe al “nemico” eppure la stava preparando per quel ragazzo, il suo, che sta in un’altra squadra.

Ma lui amore di ogni amore è lontano, ora davanti c’è questo ragazzo ed è lui che ha freddo. La maglia è avvolta in carta leggera, profuma di lavanda. In questo istante lei vedrebbe una donna seduta sulla mezza sedia che sta facendo la stessa cosa con un altro ragazzo che assomiglia tanto al suo.

Davanti ha un invasore, davanti ha ordini di odiare, ma lei sa quanto patiscono il freddo i ragazzi. Ha davanti solo un ragazzo.

Il resto sarebbero ordini in russo, non vi dico il fuoco, l’inferno.

Un ufficiale che ha studiato la scena chiama per radio il comandante in capo:

Signore ho visto  i carri armati di Dio

Quanti sono, come sono armati

Hanno gli occhi azzurri, i grani di un rosario  in mano e sparano maglie di lana ai nostri. Sono uguali e tali alle nonne di ogni  soldato, anche alla mia comandate

Sparate, toglieteli di mezzo

Comandante non sentiamo il freddo.

Ci saranno monumenti di marmo, maestri di taglio faranno da una parte un soldato che muore con sangue che pare vero sulla maglia di lana, dall’altra un soldato a dorso nudo che muore di medesima morte, non sapendo l’uno dell’altro nel medesimo amore.

Ci sarà sicuramente una Za Pippa in Ucraina, una in Russia… ora vi debbo lasciare piango la mia.