Setiam, l’associazione che aggiunge. Paola Di Veroli Presidente
5 Marzo 2022Mi ha colpito un articolo di qualche giorno fa su La Notizia Condivisa in cui Enzo Mattei sollevava il problema di una città, Sezze, che sta perdendo il suo connotato sociale, la sua rete sociale. In parte la situazione è incontestabile ed è vero che le “stazioni sociali” tradizionali, i partiti con la loro storia, tradizione scala valoriale stanno passano dalla centralità comunitaria alla marginalità. Ma è anche vero che sta nascendo, extraortodosia, una nuova volontà di partecipazione. Fenomeno che spiega, in parte, anche la vittoria di Lidano Lucidi, ma che non si ferma qui. Esiste una domanda di partecipazione, esiste una articolazione sociale e culturale che si sta autorganizzando. Mao diceva che 100 fiori fioriscano che 100 scuole di pensiero gareggino. Sezze ha bisogno di dibattito, di pluralità, non di omologazione. ha fame di riprendersi un ruolo anche nell’area in cui ha rappresentato un punto di riferimento. L’alternativa a tutto questo? La rassegnazione a diventare città dormitorio per una piccola borghesia di impiegati pubblici e di micro artigianato a servizio dell’area urbana di Latina a sua volta relegata a periferia di Roma. Una sfida, oggi presentiamo Setiam una voce che si aggiunge e non toglie, in un confronto che spero stimolante e non escludente. L’ambizione di Setiam “Disegnare la Sezze dei prossimi decenni”. Per ambire la neo associazione non si fa mancare nulla ed è bello aggiungere un pezzo, che togliere è dolore
IL MANIFESTO DI SETIAM
L’ambizione è di disegnare la Sezze dei prossimi decenni definendone la nuova, e condivisa, identità culturale e economica. L’obiettivo è di proiettare tutti gli interventi progettuali per sedimentare la nuova identità valorizzandone le potenzialità con progetti concreti, cantierabili e con linee di finanziamento individuate e al contempo impegnandosi a individuare da subito le soluzioni delle criticità della città.
Setiam vuole essere un laboratorio progettuale. Vuole rinnovare profondamente il modo di far politica: una politica che parta dalle idee e dai progetti, che aggreghi sui valori. Vuole anteporre il bene comune all’interesse dei singoli. Nell’acronimo sono contenute le principali direttrici della progettualità.
Sviluppo. E’ uno degli aspetti fondanti di una comunità. Lo sviluppo deve riguardare tutti gli aspetti della vita comune e deve essere sostenibile: riciclo dei rifiuti e riuso, riduzione dello spreco, raccolta differenziata, green economy, mobilità sostenibile, protezione dell’ambiente, valorizzazione della biodiversità e dei prodotti tipici, sono solo alcune delle applicazioni dei principi dell’Agenda 2030.
Etica. La sostenibilità è anche sociale ed inclusiva: l’attenzione va ad ognuno, ai suoi bisogni speciali, in un processo che non lasci mai nessuno indietro e promuova il benessere: politiche efficaci sulla sicurezza, sulla salute, sull’istruzione, sul welfare, sulle strutture sportive e sui servizi alle famiglie aumentano la coesione sociale e diventano indicatori di una comunità in buona salute.
Trasformazione. E’ la caratteristica della società postmoderna, dove tutto è cambiamento – per lo più profondo – di forma, aspetto, strutture o di altre qualità e caratteristiche. In questo contesto sempre mutevole, che potrebbe generare diseguaglianze e precarietà, è la politica a dover fornire i servizi e le cornici normative per vincere l’incertezza, avendo ben saldi come principi ispiratori la relazione con gli altri, il senso di appartenenza ad una comunità e l’estremo bisogno di ascoltare ed essere ascoltati.
Innovazione. La politica di innovazione e ricerca è una delle più importanti iniziative europee. L’ente locale può disporre di una serie di strumenti per favorire l’innovazione: tra questi sussidi per le imprese, collaborazioni tra pubblico e privati, bandi e appalti, incentivi sulle tasse. Occorre essere visionari, ossia saper individuare con anticipo bisogni e sviluppi e realizzare soluzioni o idee che non sono ancora state applicate, o migliorare quelle che già sono utilizzate; occorre saper collaborare e comunicare; occorre saper utilizzare la tecnologia,. La chiave principale di realizzazione è l’innovazione amministrativa (formazione del personale, nuovi regolamenti, digitalizzazione dei servizi, politiche di accesso ai bandi europei, smart city).
Ambiente. Occorre promuovere politiche attive in linea con il Green Deal europeo anche a livello locale: sviluppo e valorizzazione dei territori e delle produzioni, tutela degli ambienti naturali e sviluppo del turismo sostenibile. Occorre altresì pensare agli “ambienti immateriali” e progettare efficaci politiche di sostegno all’istruzione ed alla cultura e di promozione del patrimonio artistico ed archeologico.
Memoria. La società non deve essere prigioniera del presente, ma deve progettare il futuro avendo al tempo stesso memoria del passato. Sezze ha una lunga storia e una forte identità: Sacra Rappresentazione, tradizioni religiose, manifestazioni culturali legate ai prodotti tipici, artigianato locale. Le politiche devono mettere a sistema le esperienze e trasformarle in motore di sviluppo.
ORGANIGRAMMA

Paola Di Veroli è la presidente, i vice sono Manuela Fantauzzi e Antonio Abbate.
Le progettualità e le azioni intraprese si articoleranno per aree di intervento. Infrastrutture e Servizi Filippo Danieli. Trasformazione Urbanistica e Paesaggistica Amerigo Marchionne
Arte, Cultura e Valorizzazione Territoriale Franco Vitelli
Grandi Opere: analisi criticità e soluzioni Giovanni Moraldo
Mappatura dei bisogni sociali e costruzione rete di servizi sociali Manuela Fantauzzi


