Rosetta/ Una storia setina, di donna setina

Rosetta/ Una storia setina, di donna setina

9 Marzo 2022 0 Di Rita Berardi

Ieri 8 marzo 2022 ricorreva il trigesimo dalla morte di Rosetta Paladinelli e voi starete già mugugnando, ecco di nuovo un encomio a chi dice lei. No, mi spiace, ma il ricordo lo detta la storia e lo detta il tempo cui stiamo vivendo ora, nella totale mancanza di rispetto delle donne dalle violenze domestiche fino a quelle della guerra.

Rosetta era nata a Sezze da un papà setino e mamma di Prossedi e già questa la poneva diversa da tutte le ragazze setine degli anni 70, anni difficili che lei ha vissuto nella sua massima libertà di essere donna.

Se da una parte c’era una, Sezze bigotta e falsa moralista, che poi purtroppo abbiamo visto dove è finita e chissà dove andrà a finire, dall’altra lei, bionda, magra, eccentrica nel vestire, sempre abbronzata con minigonne o schort, sempre con una sigaretta tra le mani e una birra fresca viveva la vita.

La cavalcava con la sua raffinata intelligenza. E se la vita gli aveva dato calci in faccia lei rispondeva con eleganza e con argomentazioni filosofiche rare da ascoltare in un tavolo di un bar o in un salotto.

Riusciva a frequentare dagli anni 70 in poi compagni fedeli e traditori, specie quelli della falsa sinistra che dagli anni 80 in poi si sono persi proprio in quei salotti romani tra vestitini a buon mercato e borse firmate, fino a gente di alto lignaggio culturale e cosmopolita ad anche fascisti che la rispettavano più dei compagni, proprio per essere se stessa.

Rosetta a Sezze e non solo è l’esempio di Donna che non resta dietro il suo uomo ma al fianco, esempio di madre ad ogni costo nonostante i tempi in cui l’aborto veniva praticato per ideologia con facilità. Una Donna che ama la vita e di questa si è nutrita senza alcun risparmio passionale e intellettuale. Una vita vissuta attraverso le ideologie politiche e la quotidianità fatta di libri, musica e passioni.

Concludo con un aneddoto per far capire l’unicità di questa Donna nel suo essere una “vip” senza finte pose. Un giorno mi disse :”allora Ri quando vivevo a Latina facevo la vip tra serate e feste avevo la signora che mi veniva a stirare solo che a stirare ero io, mentre lei stava seduta a chiacchierare e fumare” e perché facevi così? “ perché mi piaceva ascoltare quello che mi diceva e se lo avesse fatto stirando non sarebbe stata la stessa cosa, sarebbe stato uno sfogo, invece così erano chiacchiere alla pari e dopo perché” concluse con la frase che di solito diciamo noi donne setine :” perché so nà cazzabubla”( fessa)

PS. A Rosetta che negli anni 70 io bambina guardavo con il naso all’insù e mi chiedevo “ma chi è mai questa Donna? “