La paura di restare senza di quello di cui non abbiamo bisogno: incetta di acqua Fiuggi e una vita destinata al cesso
14 Marzo 2022Amo l’acqua frizzante, quella liscia, non mi disseta. Vado al reparto acqua del supermercato a Latina, Lazio, Italia, Unione Europea, emisfero nord, mondo.
In questa parte di mondo non c’è guerra (ancora e per fortuna), non ci sono ponti rotti e tutto è tal quale a 14 giorni fa, tranne la nostra personale indignazione (che non è poco).
Al reparto dell’acqua la sorpresa…avrei trovato più cose da bere nel deserto del Gobi. Dico… “ma che è successo”?. Il ragazzo che sistema la merce, un tipo paffuto, giovale, allegro alla vita “ma mica l’ho capito, ieri siamo stati assaltati”. Da chi? “Dalla gente, prendeva tutto”. Pure l’acqua ? “Pure l’acqua“.
Temevano che non uscisse più dal rubinetto? Si preparano a non lavarsi mai più, o a farlo nei canali del Consorzio di Bonifica?
Allora: l’Italia non è in guerra, non importa acqua, l’acqua arriva a casa con l’acquedotto (tutti gli acquedotti sono intatti), per chi non gradisce l’acqua potabile che arriva a casa, c’è quella in bottiglia, pure quella acqua italiana. Porca puzzola, l’acqua non può mancare. L’acqua in Italia dall’uomo di Neanderthal in poi qui non è mai mancata, non si ha memoria di alcuno morto di sete, neanche nei libri di storia: anzi qui si annega.
Ma come l’acqua? Il ragazzo del supermercato era basito, la cassiera aggiunge “Beh, ad un certo punto mi sono messa paura anche io e ho comperato qualcosa, fosse mai che non la trovavo mai più”.
Un girone dantesco, una follia collettiva tanto che oggi i banconi erano pieni di nuovo e domani lo saranno anche di più. Un istinto stupido a pensare di vivere un attimo di più di ogni altro per aver accaparrato prima l’acqua.
Avrei capito il vino, la grappa. Tutti abbiamo bisogno di dimenticare e il vino fa questo mestiere da migliaia di anni, ma l’acqua. A che ti serve l’acqua se nella guerra ti manca l’aria, a che ti serve l’aria se non hai ragione per respirare. Se non hai più acqua da bere, sei già morto.
Ora mi domando, per gli altri va bene, ma a chi è toccata l’acqua Fiuggi come se la mette?
Si pensava, solo ieri, di essere stato fortunato e furbo: dopo una giornata passata per intero a pisciare e domani non sarà meglio. Credo che pregherà la Madonna che non gli faccia ricapitare la “grazia” di aver comperato un bancale di acceleratore di pip., Bestemmierà di essere condannato fino al 2023 a stare co sto coso in mano e gli stimoli eterni della pipì? Una tortura.
E immagino anche l’accaparratore di San Pellegrino che sono 52 ore che rutta, senza sosta e chiede perdono al gas che esce da ovunque può.
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