Latina la città del non governo e della non opposizione: la dròle politique pontina
19 Marzo 2022Ci misi molto a capire il concetto che due negazioni affermano. Da bimbo diligente, quale ero, mi ostinai a capire e ho imparato. Poi mi sono domandato: ma saperlo a cosa mi servirà mai?
Ed ecco la risposta alla domanda che arriva a 60 anni suonati della mia vita: mi serve a capire l’era di Damiano Coletta a Latina. Perché in questo secondo mandato il sindaco ha inaugurato il governo delle due negazioni.
Lui non governa, l’opposizione non si oppone il combinato disposto è “che si tira avanti”.
Le opposizioni sbraitano senza dire, lui non se la prende senza fare e tutto funziona alla perfezione che solo la stasi può dare.
Le cronaca politiche si riempiono di urla urlanti
Venti notizie
Ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
Si costerna, s’indigna, s’impegna
Poi getta la spugna con gran dignità
Fabrizio De Andrè, Don Raffaè
Ma di nulla decidenti. L’annullamento delle cose ferma tutto in un modello unico al mondo: ciascuno fa finta di fare per ottenere il nulla fatto. Coletta, il sindaco, si è rivelato un talento in questo e gli oppositori non sono da meno. Nessuna scelta strategica fatta e in vista di esser fatta, nessuna idea di futuro ma tanti, tanti “si costerna, si indigna, si impegna”.
Ecco quindi questa drôle de guerre (è definizione di Roland Dorgelés sulla fase della guerra tra Germania e Francia tra il ’39 e il ’40 dove non si combatteva) in italiano è la guerra beffa.
In attesa che tutto muti resta tutto immobile. Siamo tornati al modello democristiano dell’immobilismo, del “siamo tra noi”. La logica: mantenere la forma di chi è al governo di sentirsi al suo posto e di chi è all’opposizione immaginarsi al suo posto ma non osare oltre per non essere deluso. In attesa di ricontare le schede, che sarebbe l’attesa di rivedere la Madonna a Fatima.
Benvenuti a Latina: dove non c’è chi comanda, non c’è chi obbedisce e l’orologio della piazza scandisce sempre il tempo inutile che passa.


