Odessa che stai sul mare uccisa dal fratello
21 Marzo 2022Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda
Ivano Fossati, Mio fratello che guardi il mondo
Che brutto, che vento, penso nella lingua che usa mio fratello che mi manda le bombe. Ho il mio dolore dentro me, sono causa di dolore e dolorante, sono eguale al mio carnefice che è diverso da me. Cosa doveva capitare ad Odessa che sta sul mare e dal mare vengono qui genti diverse, ma non mi facevano male
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male
Fabrizio De Andre, il testamento di Tito
Invece mi spara mio fratello, uno che crede nello stesso dio, nelle medesima misericordia, che legge i libri che ho tetto io. Uno che ha la stessa ferita inferta da medesimo moschetto. Una donna d’Israele ricorda quando donne di campagna salvarono sua nonna dalla morte nera, lei oggi le accoglie in quel dono di avere salva la vita. Con la stessa stella rossa sul berretto salvammo il mondo che voleva morire di paura, oggi quella stella è un missile che entra nelle ossa e esplode da dentro.
Mi spara mio fratello, dio lo perdoni e lo stesso dio mi salvi. Mi spara quel contadino che come me conosce il grano, sa governare il cavallo da tiro, sa bere la vodka pagando il giro quando il nemico è il freddo. Ora mi spara, prende la mira e sono una sagoma in un tiro al bersaglio di una fiera che per caso è la vita vera. Dopo che hai sparato mica ci pensi, è finita lì. Ogni colpo è odio e non c’è bianchetto, ogni colpo è odio.
Odessa sta sul mare, è dolce passeggiare qui a primavera. Pareva Genova con il suo porto indaffarato, Napoli con il suo canto, Atene con quei monumenti così potenti da destare l’invidia degli dei dell’Olimpo, Marsiglia con la sua malavita così vita, o Barcellona che si sente il Mediterraneo nelle ossa, quelle ossa che fanno dolore a Venezia vecchia signora che conosce l’eterna bellezza di spezie e seta. Odessa è un quartiere di questa città immensa che ha il mediterraneo per piazza e tutto intorno c’è la festa.
Sparano su Odessa, piangono in russo. Uomini che hanno paura bestemmiano in russo.
Mio fratello che guardi il mondo e il mondo non assomiglia a te
Già, siamo fratelli ma poi si diventa assassini. Non mi spiego perché si muore in Ucraina
ma Preferisco morire come Abele, che vivere come Caino. (Carlo Arturo Jemolo)


