L’Ucraina, lo giusto di Piuccio Faciolone e la bandiera che Coletta non espone

L’Ucraina, lo giusto di Piuccio Faciolone e la bandiera che Coletta non espone

27 Marzo 2022 0 Di Lidano Grassucci
 Piuccio faciolone n’era omo de lite ma pè lo Giusto se faceva accide
 così Cesare Chiominto, il Dante Alighieri dei Monti Lepini, descriveva in una pennellata di poesia di rara bellezza  il carattere profondo della nostra gente (la scrisse per ricordare i ragazzi andato a morire nella grande guerra).
Noi non andiamo per il mondo ad attaccar briga ma non vogliamo  che alcuno usi la prepotenza contro di noi.
Antica democrazia del coltello che era a disposizione di ciascuno e non esclusiva di alcuno.
Richiamo questo perché in giro c’è tanta ipocrisia pacifista che porta a sostituire “ lo giusto” con “ non voglio perdere” neanche poche delle mie comodità .
Che gli ucraini si arrendano e tolgano il disturbo prima possibile affinché noi si possa tornare a mangiare la porchetta e a riempire i club mediterranee dei paesi tropicali.
Infatti non invochiamo il giusto di Cesare Chiominto ma la vile pace di chi soccombe al Cesare di turno. Sulle facciate dei nostri comuni è rara la bandiera della resistenza Ucraina è inflazionata la generica  bandiera della pace. Al Comune di Latina poi non ci riescono a mettere la bandiera dell’Ucraina che sarebbe come in un derby esporre la bandiera della federazione calcio. L’esempio è irriverente, ma denota la viltà di non scegliere.
La pace senza il giusto è quella degli schiavi d’America, delle donne sotto  i talebani , degli aborigeni australiani sotto gli occidentali , era quella della nostra gente sotto il Papa Re con la giustizia del boia Mastro Titta.
Se 30 giorni fa tutti si indignavano finti come Giuda Iscariota per l’invasione dell’Ucraina, oggi sempre di più trovano la loro resistenza fastidiosa.
Resto del medesimo avviso noi “ pè lo giusto ci facemo accide” altrimenti non saremmo Uomini ma schiavi.
E l’assenza della bandiera di Ucraina sulla facciata del palazzo comunale mi fa senso, un senso di viltà.
Il sindaco Damiano Coletta mi dirà: ma io sono stato alla manifestazione dei sindaci a Firenze per l’Ucraina. Anche io una volta andai a Messa ma questo non mi fa cristiano.