Enrico Forte e la vita come va di una generazione che…
12 Aprile 2022Vita (poco) standard di un consigliere regionale è il titolo del libro presentato ieri al museo Giannini a Latina da Enrico Forte. Una intervista biografica condotta da Michele Pascale. Non è usuale questo modalità di comunicazione politica, inaspettata. Ma le cose del mondo mutano e anche i linguaggi e le sue vie. Per me è entrare in un già vissuto, essendo coetaneo di Enrico Forte alcune vicende, o il filo della vicenda, la riconosco e in parte la riconosco.
Le immagini del consigliere regionale “cucciolo” per usare i termini del libro-intervista sono le immagini degli anni del boom economico italiano e dei tanti lepini, residenti dell’entroterra, che venivano a fare la Latina industriale da microborgo rurale e scialbo quale era. Enrico viene da Priverno, dove è nato, e trova (la sua famiglia) quasi un libro bianco tutto da scrivere.
Poi le vicende politiche e sociali sono quelle che ho vissuto da studente-militante, da giornalista che imparava un mestiere che prima a Latina, semplicemente, non c’era nel racconto della politica nel sociale, nella generazione, nel genere essendo tutta concentrato nel palazzo.
Un libro dentro anni non narrati, anni che si sono ritorti nel pudore di rifermenti politici i grandi partiti di massa che diventavano espressioni personali, l’impegno valorale che si faceva “buona volontà civica”.
Come se in una guerra difficile i boy scout avessero sostituito esercito, marina, aviazione con la pretesa di saper far meglio.
La Latina del declino, quella di una sinistra che si ridiscute, si frantuma, si rilega sorge diverse da quale era.
Pds, Ds, partito democratico e altri nomi di una sinistra che si deve liberare da una storia, ma sommandola ad altre, e inventare il domani.
Una storia fatta in una città di provincia dentro un mutamento che era nazionale, internazionale.
Il libro è a capitoli: storia del consigliere Forte da cucciolo; Enrico il catechista; la politica; il consigliere forte per immagini.
Il libro è un viaggio nel tempo che a chi l’ha vissuto, e lo vive, pare breve ma che leggendolo ti accorgi di quanto è lungo, di quanto è diverso, dilatato.
Il tratto? Forse sta nella domanda finale del libro che Enrico Forte rivolge a se stesso: Ma cosa vorresti fare dopo aver fatto il consigliere regionale?
“Avere il tempo di ascoltare tutta la musica che non ho avuto modo di ascoltare, di leggere tutti i libri che non ho avuto moto di leggere, e di immaginare quel che non ho potuto immaginare perchè preso dalla gestione del quotidiano”
In questa domanda, in questa risposta c’è non il fermo immagine di Enrico Fote ma di una generazione, quella prima ad essere nata in Italia senza l’assillo della fame, senza i timori della minorità del poveri quella che ascoltava Janis Joplin in Mercedes Benz
O Signore, perché non mi compri una Mercedes Benz
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Mercedes Benz
O Signore , perché non mi compri una TV a colori
Dialing For Dollars sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori
Una generazione delle rivoluzioni che ha scoperto che la vera rivoluzione è il piacere di starci e quel piacere è politico.

Enrico Maria Forte con Mario Michele Pascale
Vita (poco) standard di un consigliere regionale
Mario Pascale editore, 12 euro


