25 aprile/ La libertà ha un nome che fa paura. Oggi si chiama Ucraina

25 aprile/ La libertà ha un nome che fa paura. Oggi si chiama Ucraina

24 Aprile 2022 0 Di Lidano Grassucci

La resistenza contro la tirannia è obbedienza a Dio.

Thomas Jefferson 

Oggi di 77 anni fa in armi, con le armi, cacciammo fascisti e nazisti. Per la libertà, contro l’occupazione straniera, ragazzi di 20 anni presero le armi, difesero la dignità di una Patria che era perduta. In armi abbiamo ucciso mostri disumani, abbiamo il dovere di non dimenticarlo. In armi sulle montagne per due inverni lunghi, lunghi, abbiamo combattuto, siamo morti ed abbiamo ucciso in un mondo che era diventato terribile, ma non sognando la pace, ma immaginando la pace dei liberi e giusti,. Giustizia e Libertà era il sole dell’avvenire e questo teniamo a mente, di cui abbiamo dovere di testimonianza. I cimiteri hanno una pace perpetua, ma non hanno mai libertà, vita, e umanità.

Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.
Sandro Pertini
Arrendersi o perire, a chi ha ucciso, stuprato, negato la dignità non c’era, non c’è, possibilità di sconto. Noi abbiamo ucciso gli orchi e gli orchi debbono sapere che lo rifaremo, lo rifaremo mille volte mettendo in gioco questa vita nostra che vita serva non vale, non è vita. La pace non è il nostro fine se non è giusta e libera, se la pace nega la libertà abbiamo il dovere della resistenza armata, se la pace nega la giustizia e disconosce il bisogno abbiamo il dovere della rivolta armata. Noi non porgiamo l’altra guancia ma il pugnale.

Credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi

Ernesto Che Guevara

Dice ma il Papa predica la pace, fa un mestiere che non è il nostro. Il mondo non è una parrocchia, la lotta politica non è un confronto tra sacrestani, il mondo è difficile e non ha buoni sentimenti ma pessimi aggressori. E i mansueti hanno diritto alla difesa, alla difesa legittima, alla resistenza.

C’era pace nei campi di concentramento, c’era pace nei gulag. C’era anche ordine, ordine tirannico.

Per non farsi uccidere (presto) chi era lì dentro poteva accettare questo?

Richiamo una considerazione di Primo Levi, così forte che scopre i vili che celano la pavidità con l’inazione del culto idolatra della pace. Al posto di lager mettete una città d’occidente, una acciaieria, una casa a guardia di un campo di grano, di girasoli.

Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli  uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui

Primo Levi

È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!

Per la libertà si può anche morire. che è bella la libertà i vili, i falsi liberi, non possono neanche immaginarla e nulla possono sapere dell’amore

La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà
ha un nome che fa paura
libertà libertà libertà

La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà
ha un nome che fa paura
libertà libertà libertà

Fabrizio De Andre, Inno alla liberta dei carbonari
Nella foto: Renato Guttuso, Manifesto per la Resistenza