Ricordo del nemico: 10 anni fa moriva Ajmone Finestra

Ricordo del nemico: 10 anni fa moriva Ajmone Finestra

30 Aprile 2022 5 Di Lidano Grassucci

Una comunità è tale quando ha una storia da raccontare, storia brutta o bella che sia. Io naturalmente ho sempre raccontato la mia a cui credo con fermezza. Ma ho anche testimoniato del mondo per mestiere, e cercato di capire anche storie che non potevo certo condividere, anzi. Condivisi l’idea di Giorgio De Marchis (allora segretario comunale dei Ds se non erro) di invitare alla festa dell’Unità di Latina Ajmone Finestra pregandolo di mettergli accanto Alessandro Di Trapano, sindaco comunista di Sezze, per il gusto di vedere la “dialettica” della storia. Non lo fece, e da allora la ricostruzione unica della storia per sua stessa bonifica è un mantra fastidiosissimo. Ma? Io amo Bruto e la sua difesa del Senato, ma non posso ignorare Cesare e Cesare è storia di Roma, del mondo. Per questo a 10 anni dalla morte di Ajmone Finestra, sindaco di Latina, senatore della Repubblica, consigliere regionale posso ricordarlo. Perchè se nel ’45 avesse vinto lui noi liberi avremmo avuto vita breve, abbiamo vinto noi liberi e lui è diventato sindaco e senatore. Questo ribadivo a lui, questa consapevolezza mi permette di ricordare il suo pezzo di storia con la testa alta delle mie ragioni e lui certo non abbassava la sua davanti ai suoi torti. Questo il pezzo di 10 anni fa. Ps: in vita quando era al potere lo hanno incensato in tanti, ora sono molti di meno, io da nemico ricordo perchè è giusto ricordare. E un poco lo devo a mia madre che quando mi portava a fare terapie da lui si stupiva che lui, senatore, veniva verso di lei e verso ogni signora che era li e salutando chiedeva “come va signora, tutto bene”. Mamma non era della sua parte, anzi. ma ogni volta ripeteva: “però, se Senatore ma saluta anca mi…”

Sono stato ai funerali di Ajmone Finestra, lo dovevo a lui e alla mia coscienza. Certo vedere la bandiera, la sua, della RSI sulla bara mi ha dato una botta alla pancia, dura. I tanti in camicia nera all’inizio li ho letti come persone che volevano non apparire su di peso (il nero sfina), ma Finestra è stato fascista, ci ha creduto e ciascuno di noi deve morire con la sua bandiera, vile chi nega cosa è stato in vita in onore ad un oblio sciocco del morire.

Ho sentito poi considerazioni un poco pasticciate, nella notte le vacche sono tutte nere. Ho intervistato Finestra tante volte, conversato con lui ancor di più, ed era orgoglioso della sua storia dentro un movimento politico che ha segnato la storia del ‘900, senza confusione.

Lui era fascista e contro aveva gli antifascisti, lui era fascista e si riteneva il baluardo della civiltà europea contro il comunismo dei russi, il liberismo della perfida Albione e degli americani.

Era nazionalista, che vuol dire ritenere la sua nazione sopra le altre e non come gli odiati socialisti che sono internazionali e amano la futura umanità.

Di Finestra bisognava dire solo questo, è stato un uomo che ha seguito e creduto nella sua idea, chiara e distinta dalle altre, che non voleva confondersi.

E’ andato via il 26 aprile (10 anni da) per non dar soddisfazione ai nemici che di 25 facevano festa e avevano fattop festa alla sua parte, questo è stato Finestra.

Sulla bara la sua bandiera, altro non va detto.

Rispetto la sua bandiera perché lui avrebbe rispettato la mia, perché conta veramente aver fede e i voltagabbana non mi piacciono, non mi piacciono quelli che confondono: o sei guelfo o ghibellino, o sei dalla parte del capo o dalla parte del popolo, o sei con gli ultimi o con i primi, o pensi che siamo tutti eguali o che siamo differenti e alcuni meglio, o stai col papa o con l’imperatore. Io sto con gli ultimi, con la futura umanità.

Sono andato al funerale di Finestra perché aveva fede, diversa dalla mia ma l’aveva.

Non mischio, non rinnego, onoro chi ha fede, fermo restando che se ci fossimo incontrati in montagna in uno di quei due terribili inverni, quando era guerra, non saremmo scesi in due.

Il resto non mi piace, quando muoio io non voglio né preti né Cristi ma la bandiera rossa di tutti i socialisti.

Ciao Ajmone, anche i nemici vanno ricordati perché ricordare gli amici è fin troppo facile, pur nulla condividendo delle tue idee e della tua bandiera.