La Grazia di Daniela Fiore e la disgrazia dell’ineducazione

La Grazia di Daniela Fiore e la disgrazia dell’ineducazione

9 Maggio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Abbiamo ospitato su queste colonne l’opinione di Daniela Fiore, consigliere comunale di Latina del partito democratico. Una opinione forte in ragione di un argomento, la metro leggera, che sta alla politica come l’esistenza dello yeti alla zoologia.

In questa città non ci sono certo da fare sconti a Damiano Coletta che “perde i finanziamenti”, ma ricordiamo sempre che la Destra li “sprecava”.

La consigliera di destra (ma non era democristiana?) Patrizia Fanti ha difeso il suo, ma anche la Fiore ha fatto la medesima cosa solo che Alleanza per Latina (il raggruppamento si Zaccheo) sulla piazza di facebook appella Daniela Fiore come “disgraziata”, priva di Grazia.

Non so se dalle parti di Alleanza per Latina conoscano l’etica protestante e in più la versione calvinista. Lì la Grazia è la felicità che l’onnipotente ti da per la vita e il successo nella vita è il suo peso. E Daniela sorride, sorride senza rancori in figlie meravigliose, in un lavoro che le piace. Ergo la disgrazia in termini calvinisti non le si confà.

Direte ma siamo cattolici, e da noi la Grazia si prega. Si conquista con le opere. E Daniela si alza ogni mattina e fa la sua opera nel lavoro. Opere di cui il Signore nella sua misericordia tiene conto per dare Grazie.

Esiste anche la Grazia come gentilezza nei modi, c’era anche una rivista che leggeva mia madre che si chiamava Grazia, e certo anche qui non possiamo non evidenziare che in un mondo male educato, poco educato, molto referenziato lei non abbia una educazione. Dentro una città dove vale tanto l’arrogarsi e poco l’evidente educazione.

Ergo, manco qua centra la disgrazia che è stata invece avere una politica che si autoreferenzia, si fa tutta su se stessi e offende per non avere idee.

Si doveva rispondere a Daniela non sono d’accordo, lei dice cose che non condividiamo. Ma per far questo ci vuole educazione, grazia nei modi.

Difendo Daniela Fiore come nella scorsa consiliatura ho difeso Matilde Celentano dai male educati di Coletta, come ho difeso nel suo ruolo Raimondo Tiero davanti al consigliere Patrizia Fanti.

Perchè la disgrazia è sentirsi superiori e chi si sente tale evidenzia la sua minorità.

Ospiterò ancora e quando riterrà Daniela Fiore, come lo farò con Matilde non chiedendo ad alcuno la parte ma l’educazione a tutti anche se è una Grazia che non hanno tutti.

 

PS: lo scrivo solo oggi perché mi si era rotto il computer ma mi pareva brutto già da giorni.