Ucraina, la guerra vista da lontano… I commenti: Cugini; Vetta; Piccinella; Traleani; Del Grande

Ucraina, la guerra vista da lontano… I commenti: Cugini; Vetta; Piccinella; Traleani; Del Grande

14 Maggio 2022 0 Di Fatto a Latina

Pubblico di seguito le considerazione dei lettori sul mio libro Ucraina, la guerra vista da lontano. In ordine cronologico, senza alcuna gerarchia. Per sensazioni. Dalle recensioni dei giornali, alle considerazioni personali. Un libro lo verifichi dalle reazioni che suscita, dalle idee che mette in circolo, se lo fa. (L.G.)

 

Laura Cugini

L’altra mattina, passeggiando nella mia bacheca mi è apparso il post di una caro amico non libraio e giornalaio, ma scrittore e giornalista di professione che recitava cosi: “Dio mio ho scritto un libro, direte ma cosa hai da cianciare? Un libro sulla guerra vista da lontano, la guerra che impegna questo tempo. La guerra vista da lontano che certo ha meno rischi, ma non meno drammi”…ed è bastato un messaggio per venire a sapere che il libro è in uscita ma…che potevo prenotarlo ed averlo nell’immediato. E cosi ho fatto. Il pomeriggio passeggiavo sul corso di Latina con il libro “Ucraina, la guerra vista da lontano” di Lidano Grassucci. La curiosità di leggerlo era troppo forte e visto che ormai dedico alla lettura di ottimi libri, l’alba di ogni giorno, alle cinque in punto, davanti ad una corposa tazza di caffè, ho iniziato a sfogliare un testo che in poche ore ha saputo farmi riflettere non poco su tanta cattiveria. “Ucraina, la guerra vista da lontano” è una raccolta di articoli scritti, diretti e interpretati dal caro Lidano, dal giorno che un uomo senza scrupoli ha fatto caricare le mitragliatrici e muovere i carri armati contro i suoi fratelli: Vladimir Putin. Lidano Grassucci come tanti, è stato colpito dalla grande inumanità di questa guerra assurda tra Ucraina e Russia e tornando indietro nel tempo si riscopre bambino a cercare i soldatini di plastica in un supermercato, ma fa parte di una generazione che la guerra l’ha solo letta, cosi non li trova e sente venir meno la sua infanzia ritrovandosi orfano dei suoi sogni. In questo libro la guerra è descritta come una storia che dimentica distrattamente le storie di vita di chi combatte e muore, senza riabbracciare la propria madre, perchè tutti hanno una madre, anche il lupo affamato e sporco di sangue, quell’ignobile capo che ha dato ignobili ordini al nobile esercito russo, addestrato per battere lealmente un nemico che sa difendersi. Qualcuno ha detto che per l’Ucraina sarebbe meglio una resa, ma è una cosa bruttissima, perchè la libertà, scrive Lidano, non è una grazia, ma una conquista e non ci si può permettere il lusso di essere pacifisti, contestando ad un movimento di liberare il proprio paese da un’occupazione straniera, si andrebbe contro le leggi della storia. “Ucraina, la guerra vista da lontano” è un libro da leggere tutto d’un fiato, ricco di spunti che fanno molto riflettere sulla guerra che negli ultimi decenni noi tutti abbiamo respinto ai margini delle nostre vite privilegiate, pur sapendo che si trova appena fuori dalle nostre porte di casa, appena oltre il confine di ciò che ci rassicura.

Rosa Vetta

Etica professionale , correttezza , gentilezza e precisione sono doti notevoli che Nadia Virgini possiede. In pochissimo tempo è riuscita a farmi avere , nonostante i 300 km che ci dividono , l’ultimo libro di Lidano Grassucci:”Ucraina vista da lontano” . Un testo che si legge velocemente non perché sia semplice ma perché lascia spazio al divenire storico . Si alternano le sequenze, analitiche , descrittive e riflessive in un gioco di analessi e prolessi che lasciano spazio al passato e al presente. Un libro che parla di uomini, donne, musica, bellezza e speranza distrutte dal potere e dalla guerra. È un testo veloce perché i giornalisti lo sono , le notizie devono correre e la scrittura non si può fermare. Alle produzioni del giornalista si affianca la bellezza delle prefazioni minuziose e studiate nei particolari, ottimo il supporto fotografico e l’impaginazione . Un libro di valore, nato dal confronto di professionisti di valore.

Un paragrafo del libro del Grassucci è stato utilizzato e scelto per una riflessione contro la Guerra da un mio piccolo alunno nel mese di marzo. La scrittura educa ma questa è un’altra storia
Irene Treleani
UCRAINA. LA GUERRA VISTA DA LONTANO
Si prendono prima, prima della Presentazione.
Lo annuso, l’odore della carta è importante.
Lo sfoglio, leggo la dedica, sorrido.
Prefazione e contributi sono di buone penne, non potrebbe essere altrimenti.
Un buon collage fotografico interrompe lo scritto, bianco e nero, giusto.
Domani sera l’avrò finito di leggere, va via come acqua di torrente fresca, corre veloce come corrono le penne di getto, le migliori.
Daniele Piccinella 
Finito ora di leggere!
Un libro sui fatti di guerra in Ucraina? No, perché i fatti non esistono e Grassucci non racconta fatti, descrive anime, persone. Non ci sono le banali soluzioni e descrizioni che violentano la nostra intelligenza, Lidano tifa solo per la Juve e per la libertà, non divide il mondo in bianchi e neri. Questo testo è poesia, è la descrizione di alcune immagini del periodo attuale. Ci trovi dentro le carrozzine delle mamme polacche che accolgono i figli dell’Ucraina ma anche il carrello del cinquantenne italiano che si accorge che nessun supermercato, al reparto giocattoli, vende più gli amati soldatini che riempivano le vecchie ceste di giocattoli. Effettivamente gli ultimi soldatini giocattolo che ho visto io sono stati quelli a casa di Peppo e quelli che mi regalò Daniele Lembo, stessi soldati da anime diverse. Il mondo cambia, i giocattoli che evocano la guerra scompaiono, la guerra resta. La penna di Lidano ti accompagna nei territori dello zampitto fin sulla luna di Kiev con Rodari, ti fa percepire il soffio del vento di Bertoli e il freddo degli uomini di Guccini a Piazza Alimonda. Non è il libro delle risposte, è il libro delle domande: se Golia ha il diritto alla violenza, Davide potrà avere il dovere alla resistenza?
Il libro termina con una dedica: lo dedico ai soldati, anche a quelli degli eserciti sbagliati, che per un attimo indossano un cuscino dono di madri che non rivedranno.
I testi e gli articoli di Lidano si ribellano alla banalità, dicono cose ed evocano libertà.
Francesca Del  Grande, Latina Oggi 14.05.2022
E’ un libro di Lidano Grassucci con le fotografie di Elisabella Marangon. Parole suggerite dall’emozioane davanti ad una guerra che è arrivata improvvisa a ,sconvolgere il mondo suscitando paura, ribellione, ricordi amari.
La generazione di Lidano non ha conosciuto il secondo conflitto mondiale, ne ha sentito parlare da chi nella sua terra lo ha vissuta, da chi ne è stato profondamente ferito come la sua famiglia.
Il nonno Graziano Bergamin nel 1944 fu colpito da una cannonata venuta dal mare a Littoria , a piazza del Quadrato. Di lui non rimase nulla. Una morte assurda di un padre di famiglia. Oggi quelle che da tre mesi sta accadendo in Ucraina è spaventoso. Grassucci non si sottrare a questo confronto con la guerra anche se visto da lontano. Quanto appreso dalla letteratura, dalla poesia, dai versi delle canzoni di Gaber, Guccini, Bertoli, Fossati assume oggi un senso diverso e quel bisogno di testimoniare che è proprio di un giornalista da vita ad un racconto istantaneo mai banale. Sono pagine di una realtà quotidiana che ogni giorno ci viene mostrata dai media e i social con immagini di distruzione e di morte, di smanie di potere, aggressioni violenze ma tra di esse si inseriscono teneri fatti umani, considerazioni personali e anche uno speciale omaggio all’amico Sabino Vona. Sono parole che in alcuni tratti attivano a commuovere , mentre si delinea quel gioco sporco di chi tira i fili e nel quale, da una parte e dall’altra, si muovono esseri umani impotenti.
Pare di sentirlo il coro do Odessa cantare Va pensiero, si avverte l’universalità del dolore , di chi è costretto a lasciare la propria terra e sogna il riscatto dell’antica Virtù.
Nel bellissimo racconto finale “Il cuscino del soldato tedesco e la bimba del podere 1071” c’è la dedica di Lidano ai soldati degli eserciti sbagliati “che per un attimo dono di madri che non rivedranno”.