In memoria di Italo Ranieri e quella egemonia culturale di Finestra

In memoria di Italo Ranieri e quella egemonia culturale di Finestra

21 Maggio 2022 0 Di Lidano Grassucci

E’ morto Italo Ranieri a 86 anni, stimato professionista di Latina, padre dell’ex assessore di Damiano Coletta,  Emilio Ranieri (oggi consigliere comunale). Detta così è un  lutto per la famiglia e la comunità professionale, ma Italo ha aggiunto altro nella vita, è stato protagonista, un protagonista non secondario di una esperienza significativa di Latina: l’esperienza di Ajmone Finestra. La destra, era l’inizio degli anni ’90, prendeva il consenso nella città dopo decenni “democristiani”. Aveva, la destra di Finestra, un consenso enorme e anche un progetto culturale, ma peccava per classi dirigenti.

Il disegno culturale che aveva in Nando Cappelletti il suo riferimento era “il recupero della città di fondazione”, una città “gloriosa” e monumentale davanti alla città di villette della Dc.

Ma serviva chi mettesse mano a questa idea, la classe dirigente stava a sinistra, le capacità anche. Finestra era uno capace di sconvolgere il pensiero corrente, di giocare partite che non precedi: chiamo Emilio Ranieri all’urbanistica, chiamò Achille Campagna (di tradizione comunista)alla pubblica istruzione, poi Vincenzo Zaccheo farà una operazione simile con Massimo Rosolini (di cultura socialista). Creando un legame non previsto tra una borghesia di professionisti e una destra che era popolare, periferica.

Una stagione interessante dal punto di vista sociale e politico, Italo Ranieri tenne, dentro l’amministrazione, un rigore nella idea di una fondazione da salvare davanti ad una società di mercato che si era “liberata” del dirigismo architettonico delle origini. Portò all’idea una aggiunta estetica. Del resto una sinistra purista aveva sensibilità dirigiste, di programmazione, che erano affascinante dal razionalismo, dal futurismo, dalla estetica governativa

Personalmente avrei voluto che qualcuno rivendicasse la città democratica ma non c’è stato e l’egemonia culturale del disegno di Finestra-Cappelletti, della città di fondazione pura e bellissima, è in continuità anche con l’amministrazione Coletta.

Ranieri stava dentro il progetto di nuovo piano regolatore affidato a Pier Luigi Cervellati, anche lui di sinistra, anche lui della sinistra dirigista.

Questa città dimentica e descrive le persone come se dovesse metterle nell’indifferenza invece persone come Italo Ranieri hanno “differenziato” questa città, l’hanno resa, come potevano, “non banale”.

Non condividevo e non condivido nulla di questo percorso ma riconosco che era un percorso.

Sono vicino al figlio Emilio, sinceramente perché chi perde i genitori capisce la perdita e sente un segno indelebile.