Ucraina, la guerra vista da lontano: la recensione di Roberto Campagna
24 Maggio 2022Pubblico la recensione di Roberto Campagna sul mio libro “Ucraina, la guerra vista da lontano” pubblicata oggi 24 maggio sul quotidiano Latina Oggi. Roberto ha colto il punto di vista del libro: la guerra è tragedia che ti entra dentro, che hai dentro. Colgo l’occasione per ringraziarlo, lui e il giornale (in particolare Francesca Del Grande) che lo ospita, ricordando anni lunghi di vicinanza nel fare cronaca, o inventare la cronaca, sulle pagine di quel giornale nelle pagine dei lepini. Dovevamo inventare un modo di raccontare, non so se ci siamo riusciti, ma ci abbiamo provato e dopo 30 anni ancora abbiamo da scrivere ed è questo il fatto straordinario. Buona lettura e buona vanità a me.

Di Roberto Campagna
Non è un saggio pieno di analisi e riflessioni e non è neanche una raccolta di cronache sulla
vicenda . Allora che cos’è il libro “Ucraina, la guerra vista da lontano” di Lidano Grassucci,
che verrà presentato mercoledì, alle 18, nella Casa del Combattente di Latina? Ha ragione
Paolo Ciampi quando, nel suo contributo allo stesso libro, scrive: “Nella moltitudine di
informazioni, reportage, analisi e commenti sulla guerra in Ucraina ho sempre letto con
interesse gli interventi di Lidano Grassucci. In questo “brian storming” di interpretazioni più
o meno approfondite da parte di esperti o pseudo esperti (alcuni dei quali arrivano perfino a
giustificare l’intervento russo o a sostenere il dovere di resa da parte degli ucraini, ahimè),
Lidano ha avuto un duplice merito: ricondurre la vicenda alle persone coinvolte, dando loro
una storia e finanche dei volti e ridurre la distanza non geografica ma ideale del teatro di
guerra rispetto al nostro ambito di vita”. Ma fa questo ricorrendo alla metanarrazione, ossia
mischia cronaca e fantasia, storia e immaginazione. E lo fa con un certa maestria, con un
linguaggio chiaro, semplice, alla portata di tutti. Grassucci non è uno di quei “competenti”
chiamati a parlare di guerra nei dibattiti televisivi, che con le loro tesi non fanno altro che
“mischiare la capoccia” alla gente. No, lui è un “incompetente”. E gli “incompetenti”, di
fronte a questa guerra, forse ci azzeccano di più. È lui stesso a spiegare nell’introduzione
perché ha scritto questo libro: “Non potendo leggere la storia per i libri, la geografia, la
politica l’ho letta per la sensibilità. Per il peso che mi dava questa tragedia, peso che mi ha
fatto sanguinare di nuovo antiche ferite, tra queste la morte di mio nonno”. Ecco, nel libro
ricorda anche il nonno materno, Graziano Bergamin, rimasto ucciso, nel 1944, sotto le bombe
a Latina, a Piazza del Quadrato. E glielo dedica, il libro, scrivendo: “Di lui non è rimasto
nemmeno un posto per piangere”. “Il racconto di Lidano Grassucci – scrive Bobo Craxi
nella prefazione – è un moto spontaneo dell’intellettuale impotente dinnanzi agli eventi più
grandi di lui, un taccuino quasi quotidiano della guerra vista da lontano, da molto lontano,
ma narrata con gli occhi ed il sentimento di chi la guerra l’ha vissuta e patita sul serio”.
Oltre che chiaro e comprensivo, Grassucci è anche franco, schietto: “Il libro non giudica,
non da torti o ragioni, umanizza”. Non è un pacifista né un guerrafondaio, ma è contro la
guerra, qualsiasi guerra, e chi subisce un torto o viene aggredito, invaso, ha il diritto di
difendersi, ribellarsi o contrattaccare. Tra i suoi metaracconti, spicca quello che ha scritto
molti anni anni prima che scoppiasse questa guerra, dedicato a Sabino Vona, politico e
narratore di Roccagorga scomparso alcuni anni fa. È un racconto pennellato, qua e là, di
poesia, roba che non è facile trovare negli scritti di Grassucci: è l’ironia a spadroneggiare.
Non tutto quello che afferma in questo libro è condivisibile. Ma lui non cerca il consenso,
cerca il confronto. Di lui tutto si può dire, tranne che non sia originale. Non è poco,
considerata l’omologazione culturale che ora imperversa. I volti delle foto di Elisabetta
Marangoni che illustrano il libro, aiutano Grassucci a “umanizzare”. Da ricordare infine che
gli altri due contributi al libro sono di Massimo Passamonti e Alessio Porcu. Grassucci
presenterà il suo libro assieme a “Mia indimenticabile consorte…”, opera di Massimo
Porcelli, nell’ambito della rassegna “Dalla grande guerra alla Repubblica” organizzata dal
Gruppo di Latina dell’Associazione nazionale marinai d’Italia.


