Pure San Vincenzo “se la colle” da Sezze, la statua che non c’è più
7 Giugno 2022San Vincenzo Ferrer, direte ma chi è? E’ un dominicano aragonese, uno che “predica” in tempi bui per la Chiesa, tempo di divisioni e non di speranza. Lui da speranza e il popolo lo ama, in tutta Europa e Sezze sta in questa Europa cristiana che ha bisogno di salvezza. La gente di porta Pascibella, di via Guglietto lo venerano nella Chiesa di Santa Paresceve. Si dice che come santo era pure irascibile: un signore vedendo la processione che era uscita da Santa Paresceve commentò: ma chi è sto ciocco de lena?. Il tempo di finire la frase restò immobilizzato e dal lì per il resto della sua vita “come un ciocco di lena”.

Devozione popolare che mi ricorda con un amore per Sezze del tutto particolare, Franco Vitelli (nella foto sopra), che mi parla di Santa Paresceve del suo degrado e della “scomparsa” della scultura che rappresentava il santo. Si è dissolta, come se l’essere dimenticato dall’attenzione della gente, dei fedeli, dei setini, avesse fatto dire al dominicano: tolgo il disturbo, vado via, non serve la mia speranza. Nella foto sott il luogo dentro la chiesa dove era conservato il ritratto del santo, in quella di copertina come era solo qualche tempo fa

La realtà naturalmente è il segno di un degrado, il segno di una comunità che conosceva devozioni d’Aragona, stava dentro una Europa in cammino e che ora è dormitorio, periferia, di città grosse ma non grandi.
San Vincenzo Ferrer è andato via, con un poco di Sezze con se. Franco Vitelli lo ha notato, fatto conoscere, io l’ho raccontato ma nessuno altro se ne è accorto.
SANTA PARESCEVE DESCRITTA SULLA PAGINA DEL FONDO AMBIENTE ITALIANO (FAI)

Si tratta di una piccola chiesa ad una sola navata situata a Porta Pascibella e insiste sopra le mura poligonali dell’antica Setia. Fu costruita nell’XI secolo con il diffondersi del culto della santa romana Parasceve. Sul finire dell’Ottocento la chiesa fu interamente ristrutturata, perdendo così ogni importanza architettonica. Molto bella è la pala d’altare settecentesca raffigurante Santa Parasceve. Oggi purtroppo la chiesa è abbandonata e ridotta ad un rudere, oltre che ad essere inaccessibile.


