Verona-Latina: i Sindaci paralleli e le comunità opposte seppur sempre Damiano
19 Giugno 2022Nell’anno i cui noi romanisti siamo tornati ad alzare al cielo un trofeo, non ho potuto non ricordare l’ultimo scudetto giallorosso.
Quella squadra, allenata da Don Fabio Capello, che vinse il tricolore nel 2001, era, oggettivamente, una squadra di fenomeni (Totti, Batistuta, Emerson, Montella, Samuel, Cafu).
Oltre ai fenomeni c’erano pure una serie di mediani che servono sempre per vincere. Tra questi ricordo specialmente Damiano Tommasi da Negrar. Il riccioluto veronese correva come un pazzo in mezzo al campo, recuperava palloni e li passava ai più dotati tecnicamente.
Uno bravo, intelligente e serio che non poteva non piacere a tutti; il classico bravo ragazzo che ogni padre vorrebbe come marito per la propria figlia. Proveniente da famiglia cattolica veneta si capiva, però, che dietro la faccia da buono e “compagnuccio della parrocchietta” era uno sveglio ed ambizioso, che avrebbe fatto carriera, una volta appesi gli scarpini al chiodo. Infatti è stato capo del Sindacato dei Calciatori e poi consigliere federale della FIGC.
Alle ultime elezioni amministrative si è candidato Sindaco di Verona con una coalizione di centrosinistra più il M5S ed è arrivato in testa al primo turno col 40 per cento dei voti. Ci sono buone possibilità che si riesca ad affermare pure al ballottaggio. Verona è stata sempre città politicamente moderata (prima DC e poi Centrodestra) ma, a questo giro, i ragazzi della Droit si sono presentati divisi e non hanno nascosto di odiarsi a morte.
Chi mi ricorda la sua storia? Moltissimo quella del Sindaco di Latina, anche lui Damiano di nome.
Certo poi ci sono alcune, grosse, differenze. Innanzitutto tra le due Città; Verona per storia e bellezze artistiche non
potrebbe mai essere confrontata col nostro giovane Capoluogo di Provincia. Poi Verona, al di là dei colori dei Sindaci, ha sempre avuto delle amministrazioni più che dignitose nei servizi ai cittadini.
Ci sono stato da quelle parti al tempo di Tosi Sindaco e devo dire che, per quanto lui non mi piaccia, il livello di pulizia ed organizzazione che ho visto nella Città scaligera, sarebbero da noi, pura fantascienza.
Da ultimo esiste una differenza enorme nel rapporto tra cittadini e territorio. I veronesi sono tutti orgogliosi della propria storia e della propria città. Sono i primi controllori degli amministratori. Hanno forte senso di comunità ci tengono che la città sia bella e pulita.
A Latina? Non proprio.
Basta raccontare un episodio avvenuto qualche tempo fa sotto i portici di Corso della Repubblica, quindi in pieno centro e raccontatomi da testimoni oculari.
Passa un ragazzotto elegante con cagnolone di razza al seguito. Il cagnone fa quello che la sua natura gli comanda e spara sul pavimento marmoso una poderosa dose di escrementi. Una signora che stava per finirci dentro si lamenta, cortesemente: “non potresti raccoglierla?”
Quello fa il vago: “Che?Ndo?”. Intanto si allontana serenamente. Arriva la proprietaria di un negozio: “Pulisci o chiamo i vigili” Quello, che senza batter ciglio va via, con cane ma senza cacca, le urla dietro “ma cazzo voi? che è casa tua? Poi la deve pulì il Comune. Qua nessuno la raccoglie!”
PS Il poco senso di comunità dei cittadini pontini però non giustifica gli amministratori nelle loro inadempienze rispetto a quelli veronesi, a meno che non si creda a bislacche teorie genetiche. Anche perchè noi pontini, per parte, siamo anche veneti.


