Io Emilio Andreoli e il giro di Peppe in scena, ma a Roma
3 Luglio 2022Era sabato 4 maggio del 2019, quando su queste colonne iniziai a raccontare le storie di Latina. Il mio primo racconto sul mitico struscio di Latina, il giro di Peppe, ebbe un successo inaspettato. Con il direttore Lidano Grassucci, condivisi la scelta di iniziare una rubrica domenicale. Ogni domenica sarei uscito con uno scritto che raccontasse le storie della nostra città. Sono passati tre anni e non ho mai saltato una domenica. Ho raccontato persone e luoghi del passato, oltre ad alcuni personaggi contemporanei, che hanno contribuito alla crescita sociale ed economica di questo luogo che, erroneamente, definiamo senza storia. A volte capita di pubblicare nella tarda mattinata e molti miei lettori scrivono preoccupati, perché in attesa del nuovo racconto. Questa è una grande gratificazione, ma ce n’è una ancora più grande di cui vi sto per raccontare…
Perdonatemi se oggi tralascio per un momento le storie che racconto ogni settimana su queste colonne. Certo, avrei potuto narrarvi dei novant’anni che ha compiuto Latina il 30 giugno, ma già è stato scritto tutto sulle lodevoli iniziative intraprese per celebrare un compleanno così importante. Per me invece è stato importante, In questi tre lunghi anni di narrazione, raccontare la vita vissuta, nelle strade, nei palazzi e nelle piazze della nostra giovane città, sorta su un territorio antico come la notte dei tempi.
Ho raccontato fino ad ora centosette personaggi, ma anche luoghi e comitive, tragedie e delitti. Ho cercato di dare vita al nostro passato per non mandarlo nell’oblio. Le testimonianze raccolte spero aiutino le generazioni future a sentirsi appartenenti alla città. Ringrazio tutte le persone che si sono rese disponibili per realizzare tutto ciò. Non è mia abitudine scrivere di me, tra l’altro mi crea anche un po’ di imbarazzo, ma come dice spesso il mio direttore Lidano Grassucci, devo mettere da parte la timidezza che mi accompagna da sempre. Cercherò di farlo tra queste righe, dove sicuramente mi sento più a mio agio.
Un cenno di me
Sono nato in casa a un paio di cento metri da Piazza del Popolo, di fronte l’hotel Europa e al negozio della mia famiglia. In quell’epoca i bambini erano fatti in casa, come il vino e tante altre cose. Mi fece nascere la leggendaria ostetrica Maria Cocco. Sarà per questo che avverto un legame particolare e profondo con la mia città, perché sono nato nel cuore pulsante (una volta) di Latina. Il mio primo ricordo è la fontana con la palla dove mio nonno mi portava a giocare con gli schizzetti, e poi mi teneva in braccio per farmi dissetare alla fontanella. Gesto rituale che tutti i nonni ripetono con i nipoti dagli anni trenta a oggi.
La passione per la scrittura, invece, la porto dentro me sin da ragazzino. Ancora conservo gelosamente un diario dove scrivevo i miei pensieri. Provai diverse volte a scrivere un romanzo, ma già alla prima pagina strappavo il foglio e lo gettavo nel cestino. Dopo la scomparsa di mio padre, nel 2001, ho avuto una irrefrenabile voglia di dedicargli qualcosa e nel 2003, dopo averci lavorato un anno, pubblicai il mio primo romanzo “Una fuga lunga un sogno”. Continuai a scrivere negli anni successivi, ma senza pubblicare nulla.
Nel 2012, per gli ottanta anni di Latina, scrissi un racconto per il libro “La Littorina”, dove venivano narrati aneddoti della città. Il mio lo dedicai a un amico scomparso, Enzo Bocchieri, che a Latina avevano conosciuto tutti come il mago. In mente però avevo già un altro personaggio da raccontare e quell’idea me la portavo dietro da una vita, da quando i miei amici più grandi mi avevano parlato di Biscotto, al secolo Francesco Porzi. Nel 2016, dopo quattro interminabili anni, pubblicai il libro “Biscotto, storia di un playboy e di un sogno infranto”. In quel periodo, a Latina, fu tra i libri più letti.

Le mie pubblicazioni
Sempre nel 2016 pubblicai un altro romanzo, “Traffici Illeciti”, un noir leggero e di facile lettura. L’anno successivo, partecipai a una pubblicazione insieme ad altri autori: “Delitti e misteri i casi di Latina”. A me toccò raccontare la storia del delitto di Piazza Roma. Per quel racconto il Premio Strega Antonio Pennacchi mi fece i complimenti e di questo ne vado fiero, perché Pennacchi non era solito elargire apprezzamenti. Nel 2018 un’altra partecipazione nell’antologia “Mi ricordi il mare”.
Sempre nel 2018, avvertii la necessità di rimettermi in gioco. Stavo per chiudere l’attività storica di famiglia e dopo una selezione, riuscii a partecipare ad un corso di giornalismo web organizzato dalla Regione Lazio. Quasi due anni di studi insieme a ragazze e ragazzi, molto giovani, che mi accolsero come uno di loro. Io il più anziano di tutti, anche dei professori. Finito il corso e i due mesi di stage, nella nascente rivista web “Fatto a Latina”, iniziai il mio percorso di narrazione della città, che è ormai storia di oggi, e a gennaio di quest’anno la pubblicazione del mio ultimo libro “Latina nei miei racconti: i luoghi di aggregazione”.

Il mio ultimo libro pubblicato il 23 dicembre 2021
Massimo Ceccarini e il mio giro di Peppe a teatro
Latina dal “Giro di Peppe” alla “via dei pub” è il primo capitolo del mio libro, ma è stato anche il primo racconto che uscì il 4 maggio 2019 su Fatto a Latina, ma veniamo ai fatti. Qualche anno fa ho conosciuto Massimo Ceccarini nella sede di Confesercenti, di cui facevo parte. Inizialmente ci siamo guardati con diffidenza. Lui, di una decina di anni più giovane. Mi ha confessato poi che si ricordava di me quando avevo il Maserati ed ero accompagnato sempre da belle ragazze, insomma il re della superficialità. Io invece ho pensato di lui, ma chi è questo? Dalla diffidenza all’amicizia il passo è breve, se ti apri verso gli altri. Così siamo diventati amici.
Massimo, per gli amici Max, è un imprenditore: si occupa di caffè e ha anche un bar nella via dei pub, il Caffè Nanà. La nostra amicizia si è consolidata nel tempo, perché entrambi amiamo svisceratamente la nostra città. Max coltiva pure un’altra passione, quella del teatro. Studia recitazione da quasi dieci anni e ha già calcato il palcoscenico in varie città d’Italia.

Ingresso del teatro “Accento” nel rione Testaccio in via Gustavo Bianchi, Roma. (foto da google maps)
Da tre anni frequenta pure un laboratorio teatrale in un piccolo teatro romano che si chiama Accento, nel modaiolo rione Testaccio. Il laboratorio è diretto dall’attrice e danzatrice Emanuela Panatta e dall’attore e formatore Daniele Coscarella. Le ragazze degli anni novanta ricorderanno Emanuela nel programma cult di quel tempo: Non è la Rai, ideato e diretto da Gianni Boncompagni.

L’accogliente piccolo teatro “Accento”, rione Testaccio, Roma
Un paio di mesi fa Max mi ha telefonato:
“Ciao Emì, avrei pensato di usare uno dei tuoi racconti per il monologo che dovrò portare in scena a giugno in un teatro romano. Che ne pensi?”
“Penso che se uno dei miei racconti finisse in teatro, ne sarei più che onorato. Poi a Roma sarebbe il massimo”
“Bene! Allora porto con me il tuo libro al prossimo incontro mercoledì a Roma, e ti farò sapere”
Dopo qualche giorno:
“Emì, ho letto ai miei formatori e compagni di laboratorio il primo racconto del tuo libro, si sono tutti innamorati del giro di Peppe e della figura di Biscotto. Pensa che per loro Latina era solo Pontina e palazzoni. Invece hanno scoperto che abbiamo anche delle belle storie di vita. Mi hanno chiesto pure il libro”
“Caspita, allora si fa!?”
“Certo che si fa. Ti terrò aggiornato”
E così domenica scorsa, 26 giugno, nel cuore di Roma, è andato in scena il giro di Peppe. Io non sono potuto andare, ma Max mi ha girato il video del suo monologo. Quando l’ho visto mi sono emozionato, commosso e sentito enormemente gratificato. A ottobre si dovrebbe replicare e questa volta non mancherò. Max mi ha anche riferito che dopo lo spettacolo, lo hanno avvicinato degli spettatori romani e si sono complimentati per l’intensità del suo monologo e si sono pure emozionati per la storia del giro di Peppe. Anche loro pensavano che Latina fosse solo cemento e tutte le cose brutte che vengono riportate da alcuni programmi televisivi.

L’attore pontino Massimo Ceccarini, in scena con il monologo sul giro di Peppe al teatro “Accento”
Per vantarmi un po’, così Lidano è contento, sappiate che sul social professionale Linkedin, i miei racconti vengono letti ogni settimana in molte città italiane, ma anche all’estero, maggiormente negli Stati Uniti, e poi in Messico, Ecuador, Spagna, Colombia, Germania… Gente di Latina che vive all’estero? Probabilmente, ma è una soddisfazione lo stesso. Però il giro di Peppe al Testaccio non si battte… Certo queste sono gocce nel mare, ma dobbiamo cercare di dispensare altre gocce e per questo mi rivolgo ai giovani:
“Quando qualcuno vi chiede di dove siete, con orgoglio rispondete Latina, la città più giovane d’Europa. Raccontate le bellezze del nostro territorio, ma anche la storia, quella antica e quella moderna, le brutture lasciamole ai telegiornali. La meglio gioventù d’Italia siete voi, ricordatelo sempre”



Grande Emilio! Ti leggo spesso e mai commento I tuoi racconti ma questa voltai hai riempito il cuore di ricordo bellissimi.
Io sono più giovane di te ma questi ricordi li ho vissuti a piazza Santa Maria Goretti. Una piazza bellissima che tra gli anni 80 e 90 pullulavo di gioventù e di un prete “severo” che poi tutti noi abbiamo rimpianto.
Una piazza ormai dimenticata da Fio e dai suoi portavoce!
Continua così Emilio a farci compagnia e i miei complimenti alip barista preferito Massimo Ceccarini che fa di tutto per rendere migliore questa città.
E complimenti anche a Lidano “u chiù bello” che ha sempre l’, occhio lungo a scovare i grandi talenti come te!
Grazie di questo bel racconto ho vissuto.il giro di peppe ,avevo16 anni, con il mio fidanzato che è diventato mio marito Croatto Sergio lavorava in bnl quindi conosceva bene Aldo,bei tempi e quanta nostalgia ,ci si divertiva veramente con poco bastava fare il famoso “GIRO DI PEPPE” per sentirsi bene
Grazie per questo bellissimo commento che vale per tutti quelli che non hai scritto.
Grazie! ?