Ricordo di Maurotto che ci vedevamo alle 8

Ricordo di Maurotto che ci vedevamo alle 8

3 Luglio 2022 0 Di Lidano Grassucci

Siamo ormai privi di memoria, un anno fa andavo a Cisterna per i funerali… dissi allora, e lo ribadisco ora, di un capo. Mauro Carturan. Lo ricordo perché mi viene di farlo.

Cosa avevamo in Comune? La polenta, la sofferenza e la non accettazione della banalità.

La polenta che per noi coincide con la vita stessa, ci ha salvato per secoli li nelle campagne della Serenissima dove stavamo, ci ha salvato qui dove ci hanno costretto. Ma sempre col formenton 

La sofferenza che non è facile essere guardato dall’alto in basso per la puzza di vacca, per lo stabbio dentro.

A dimenticavo per non essere banali abbiamo studiato, finito gli studi, abbiamo fatto fatica tre volte ma…

Ma, Mauro era un capo, non condividevo poi la sua democristianità, il suo umore. Ma era un sindaco a forma di sindaco e lui, cispadano, capo dei cisternesi era un gran gusto. Lui cispadano che teneva testa alla verità riscritta di Memmo Guidi da Bassiano, al formiano pragmatico Michele Forte e esasperava il minimalismo setino di Paride Martella.

Ci vedevano in tv, alle 8, il programma era “Maurotto alle 8”, poteva cadere il mondo ma lui il giovedì alle 8 stava con me in tv. Si prendeva in giro, ci prendevamo in giro, prendevamo in giro.

Scommettemmo sulla riapertura delle grotte di palazzo Caetani, ho perso la scommessa. Maurotto era di quelli che alle 4 si alza e va al suo impegno con il mondo e questo fa la differenza.

Ciao Maurotto, eravamo fighi alle 8 e mai banali.