La storia di due ciclisti che si aspettano al tour de France, gli uomini sono fatti della stessa sostanza di Dio
24 Luglio 2022Ci sono storie amici miei che…
Ci sono storie di uomini che ogni tanto emergono dal fango e capisci che è vero che siamo fatti a immagine di Dio e non ad arbitrio del demonio.
Tappa del Tour de France, la gara che per un ciclista è come cantare a La Scala, per un filosofo è conoscere la cosa in sé, per un astronauta andare su Marte bersi una birra e tornare.
Al Tour ti giochi tutto in ogni singolo istante e a perdere basta un crampo, basta guardare di lato.
Ma due ragazzi fanno una cosa che cambia il mondo, una cosa da materia di dio.
Uno si chiama Tadej Pogačar, è sloveno, l’altro è danese e si chiama Jonas Vingegaard. Sono primo e secondo nella corsa a vincere, lo sloveno cade. Capita ad un ciclista di venire giù, come fanno le pere mature, le mele in testa a chi ha così tanta testa da capire “la gravità” in questo vivere.
Il danese potrebbe andare, potrebbe correre, e sarebbe leale. Sarebbe giusto, sarebbe sacro.
Ma no, sono ragazzi e sanno la fatica. Jonas si ferma, aspetta l’amico-avversario, lo aspetta. Poi gli da la mano e si torna alla corsa, alla gara, vinca il migliore ma non fanno vincere la caduta.
Tadej ha 24 anni, Jonas ne ha 26… in una tappa del tour de France hanno fatto solo quello che sono, dei ragazzi.
Gli uomini ogni tanto ricordano che sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto Dio.
Il ciclismo è bellissimo per i ciclisti, per Tadej e Jonas


