Vorrei e potrei, giri tra le parole
29 Agosto 2022Vorrei… quando sono venuto qui a questa scelta mi sostituirono con diligenza il potrei. Che non è la stessa cosa: vorrei è figlia di un libero desiderio, potrei della concretezza delle cose.
Come risolvere la cosa? Non si risolve, il lavoro di sostituire il piacere con il dovere entra dentro l’anima e non ne esci più. Ogni cosa si fa malattia o peccato, peccato che la vita stessa nasce da un peccato di peccatori con il difetto di amarsi anche solo per un poco, soltanto che quel poco è tutto e l’eterno non è umano.
Così ti illudi bevendo assenzio e senti l’oppio del pensiero che non fa sentire il dolore di pensare.
Così cerchi di toccare con mano la bellezza che non è mai stata lontano.
Posso con il permesso del deferente, vorrei con la passione della rivoluzione.
Non chiedere mai, mi dissero e l’ho fatto. Non piangere mai, e l’ho fatto. Non dormire ed ora ho sonno. Credo che in questa guerra dove il volere non è potere perché del secondo si fa divieto.
Immaginate un mondo deferente solo alla bellezza, guardatelo di blu con mille lapislazzuli.
Il blu è raro, il blu è peccato che arriva da mondi misteriosi forse terra di demoni, ma poi diventa bellezza di dio nelle volte delle cappelle dedicate a Cristo.
Che bello pensare che anche lui, stanco di aver raccontato come salvare il mondo trovò in Maria il conforto prima di affrontare il disegno divino e lei comprese come l’amore non chiede ma si dedica.
Vedete la vita è figlia di una oppressione che è la nostra educazione, ma l’educazione è la nostra addomesticazione come si fa con i micetti che nascono forestici ma noi li vogliamo amici, amici di rara bellezza.


