Ode mai richiesta a Piazza del popolo
3 Settembre 2022Piazza, bella piazza
Ci passò una lepre pazza
Uno lo cucinò, uno se lo mangiò
Uno lo divorò, uno lo torturò
Uno lo scorticò, uno lo stritolò
Uno lo impiccò
E del mignolino ch’era il più piccino
Più niente restò
Piazza, bella piazza
Claudio Lolli, Piazza bella piazza
Piazza del Popolo a Latina l’è granda come gavaria dito me nona. Granda come un luglio che brucia il campo e resta solo l’erba secca, la terra spaccata e gnaca un can pasa de qua
Nonna cispadana mi portò qui per farmi vedere la grandezza e il sole che non aveva pietà. Non c’era neanche un gelso a fare ombra, sole tanto sole e la notte che buio che intorno non c’è neanche la luce fioca di un vicino.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza…
Ci passò umanità con facce segnate come autoritratti di Ligabue,
Donne eleganti da tappeto rosso lungo un chilometro se non tre,
uomini d’affari con i fari spenti,
bari ed eventuali, ciarlatani e cantanti strani,
Una volta ci passò la provvidenza e non se ne volle andare anche sotto il fischio di mille bombe, qualcuno la piange, c’è chi la teme io non ho mai pensato a farmi provvedere provvedendo a me ed è già un gran da fare,
ora sulla torre c’è un tricolore che il vento sbatte forte quando sotto ci passa un prete e due suore sudate dal sole di fine estate.
Ci passano ora ragazzi a frotte che vanno di fretta per bersi un goccio di coraggio per sentirsi grandi, come abbiamo fatto tutti quanti
C’è una fontana che non vuole zampillare e una palla che non ha voglia di giocare.
l’è granda, come la piazza di Padova che pare non dover finire e nonna veniva qui per non aver paura di una distanza siderale da dove voleva tornare e piangeva.
Avete mai visto una gigantessa piangere? Avete mai visto un cuore battere e la promessa che mi ci avrebbe portato al Caffè Pedrocchi “li ghe se si i siuri, e anche noantri faremo i siori”
Non mi ha portato mai lì lontano, un giorno ci sono andato e ho chiesto due caffè il barista mi ha chiesto “ma per chi è il secondo, lei è solo”. Io: per me nona che gera una gran siora
Piazza bella piazza
Ci passò una lepre pazza
Uno lo cucinò, uno se lo mangiò
Uno lo divorò, uno lo torturò
Uno lo scorticò, uno lo stritolò
Uno lo impiccò
Del mignolino ch’era il più piccino
Più niente restò
Uno lo cucinò, uno se lo mangiò
Uno lo divorò, uno lo torturò
Uno lo scorticò, uno lo stritolò
Uno lo impiccò
Del mignolino ch’era il più piccino
Più niente restò


