La rosa purpurea del Cairo

La rosa purpurea del Cairo

21 Settembre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Si era destata con una idea… vedete le idee del mattino nascono la sera, poi la notte si fanno grandi, e al sorgere del sole se non sono dolore si fanno poesia sul corpo, come se la pelle diventasse pergamena e sopra inizi a scrivere. La sera ricordi, passioni, timori, sfide al giorno finito, ma era ieri.

Ora lei si guarda su come si è presentata a questo tempo tutto suo, fuori l’aria è pungente come accade a settembre. Dentro è presente come accade sempre.

Si guarda, poi si cerca, poi rammenta. In testa corrono film lontani o solo quello di ieri.

Dentro la pellicola tutto si ferma, la Rosa purpurea de il Cairo, e lui è lì a cercare una vita con cui parlare. Nello schermo tutti attendono, ma lui guarda lei e lei comincia a parlare.

Con un uomo uscito dalla fabbrica dei sogni, così irreale da farla sentire ipereale. Lei ora sente la meraviglia di un uomo uscito da un film e lei appena desta dai suoi sogni.

Si fa scivolare la vestaglia leggera d’estate e si vede senza bisogno di nulla se non del segno che fanno i muscoli alla pelle. E lui, che è un film, le racconta di dive così false da essersi innamorato di lei vera.

Vera, è così vera. Ora lo specchio è l’unico film che vede e si carezza, si carezza spruzzandosi profumo, profumo di donna. Lui non esiste, lui è. Lei ora è per lei e le mani seguono il percorso del suo corpo, pelle di donna in movenze di gatta. Si carezza, si scopre, si cerca.

Ma il film? I personaggi attendono, un ritorno.

Lei sente la passione su lei tutta intorno, sente il cinema, sente il suo cinema.

Sala buia or, sullo schermo  Fred Astaire e Ginger Rogers ballano tacchi sul palcoscenico.

Tip, tap…

Il film va avanti, ma lei ha sulle labbra il bacio di lui. Lei ha nella pelle carezze audaci e che forza quell’amore.