Il Pd come la Ferrari, la macchina va ma al pit stop un disastro
26 Settembre 2022Facile sempre parlare col senno del poi, tutti bravi, ma è il mentre che è difficile. Quindi qui non sto a cercare colpe ma ragiono sul fatto.
Se fai una legge che di spinge ad allearti e poi non ti allei, è montare le gomme da pioggia con il sole.
Se in regia invece di seguire il premio di Monza in corso ti guardi quello di Montecarlo già fatto, non vinci il primo non corri il secondo. Draghi è stato il governo che era, non diceva nulla sul governo che sarebbe stato.
Se, dico se, non cerchi di vedere che motore adottano gli altri e tu prendi quello che hai la sorte non può essere buona.
Facile parlare, ma il centrodestra ha il 55% dei seggi con il 42% dei voti. Che vuol dire? Che hanno sfruttato meglio il regolamento, la pista, e pure la benzina.
Il Governo Draghi è stato sostenuto da Pd, ma anche da 5 stelle, Lega, Forza Italia… perchè lo “ricorda” solo il Pd, e l’appendicite del gatto e la volpe di Calenda e Renzi? Come girare dietro la safety car mentre gli altri corrono a pista libera.
Poi alcuni, i 5 stelle, avevano invitato spettatori con l’omaggio il Pd chiedeva loro tre volte il prezzo di ingresso (leggi reddito di cittadinanza, pensioni, bonus 100%).
L’auto c’era, ha preso quasi il 20%, ha pagato anche il “tradimento” di tecnici che pure avevano fatto più di qualche giretto ben remunerati (Calenda e Renzi), ma il nodo è che non ha voluto correre. Un poco come gli inglesi che non giocavano al calcio con gli altri perché si ritenevano troppo forti, assistendo alle vincite degli altri.
I commenti del dopo voto?
Come l’annuncio della Bbc: “Nebbia sulla Manica, il continente resta isolato”
Eppure questo paese avrebbe tanto bisogno di un grande partito socialdemocratico, ma così ma il mondo


