Angelo
27 Settembre 2022A volte la vita vera ti fa paura, perché è percorso da funamboli senza rete sotto. Se cadi, cadi e non hai scampo. Ma? Ma se il pensiero sta in questo timore poi pensi che esistono…
Per educazione conoscevo gli angeli, per racconto, per immaginario ma mica ci credo, mica ci credevo, mica ci posso contare, o no?
L’angelo è metafora della capacità della mente di uscire dal cerchio chiuso del nostro orizzonte tridimensionale. L’angelo è rappresentazione. La sua funzione non è tanto quella di rivelare all’uomo ciò che è nascosto, di manifestare l’inattingibile, ma piuttosto di indicare l’inattingibile, di custodirlo
Massimo Cacciari
Indicare l’intangibile, quello che non dovrebbe essere nella paura del funambolo della vita vera che invece invera la vita con quel che sfugge al tatto, al pensiero, al ragionare e custodisce la possibilità di volare.
L’angelo mi viene a trovare senza che io mi senta preda del suo rapace cercare, l’angelo lo cerco senza che io lo cerchi preda nel mare.
Viene dentro occhi che incrociano i miei non fissi, fissati. Viene come viene e ti resta la porporina sulle mani.
L’angelo è un non bisogno che diventa indispensabile per camminare sulla fune e non aver paura di volare giù. L’angelo è “custode” dell’inattingibile. E’ l’anima dentro che per me che sono freddo in questa razionale vita qui spiega perché sarebbe banale che tutto finisse dove arriva il tatto, il ragionare e non più.
L’angelo è nella testimonianza dinnanzi all’impossibile dell’improbabile, ma condiviso.
L’angelo è la mano di una donna che la stringe e comprendi che è un discorso lungo mille secoli e pure di più. L’angelo è che non ho mica paura, lei mi dice che non è così, non è altrimenti, è come è impossibile toccare l’inreale così vero.
L’angelo fissa appuntamenti con Dio anche se sei il diavolo incarnato, è costanza.
E’ un incontro che torna dopo incontrato, ali di piume bianche e volo nell’infinto per chi, come me, è finitissimo.
E’ un racconto di cui abbiamo bisogno, è il miracolo a cui non credevamo così incredibile da essere credibilissimo, vero.
Gli angeli li avevo visti nei camposanti spezzare le catene, li ho incontrati in vita a tessere tele, a cantare alle belle, a far trovare il pallone ai bimbi.
L’angelo è ogni sorpresa, impresa, è qualcosa di eccezionale che non leggi, che non è scritta, ma è tutto il libro.


