Il tempo dei “meloni” visti dal Mimì e l’italico animo

Il tempo dei “meloni” visti dal Mimì e l’italico animo

27 Settembre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Governare è far credere

Niccolò Machiavelli

E’ mattino presto, al bar i risultati elettorali non si leggono in fretta. Si ponderano. Gli analisti da Tv nazionale possono dire banalità al bar non te la perdonerebbero mai.

Al Mimì poi dove il più stupido è professore al Mit di Boston, dove tutti siamo nati già professori, poi chi sbaglia è perduto.

Ora chi ha vinto? E’ la domanda che fanno i “gentili” (i non baristi), ingenua e sciocca. Al bar si viene dopo secoli di saper vivere, dopo millenni di repubbliche, imperatori, papi, italiani, americani e… il bar resta, il papa mica è sicuro.

“Con la franza o con la Spagna basta che se campà”.

I banchieri fiorentini prestarono i soldi al Re di Francia per invadere Firenze.

Dentro il nostro sangue c’è il voltagabbana, c’è il “poaretto mi” dei cispadani che con gli occhi malinconici del soffrire hanno già fregato il prossimo, anche per la prossima volta.

In Italia non si vota, si indovina. Gli elettori sono Sibille cumane che prevedono quello che sarà.

Mia madre allo spoglio dei voti chiosava, se il suo partito aveva vinto che “go indovinà”, se perdeva “sta volta go sbaglià”

Al bar devi stare già al futuro e devi mangiare meloni quando gli altri stanno ancora ai cocomeri e devi essere così convinto da spiegare come si fa il sugo con i meloni e il gorgonzola.

No, non è vero io, non ho niente da rimproverarmi, voglio dire, non mi sembra di aver fatto delle cose gravi. La mia vita? Una vita normale, non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo. Non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro ho una famiglia, pago le tasse, non mi sembra di avere delle colpe. Non vado neanche a caccia per dire.

Eh? Ah voi parlavate di prima… ah, no prima, prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo… mi vestivo come ora. Bè non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans maglione… l’eskimo. Perché? Non va bene? Ma era comodo. Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo, ma sì certo, anche canzoni popolari sì, Ciao bella ciao, devo parlare più forte? Sì Ciao bella ciao l’ho cantata d’accordo, e anche l’Internazionale, però in coro eh

Giorgio Gaber, qualcuno era comunista

Da ragazzo mi affascinai nei tormenti di Ulisse che era partigiano ma non era sempre stato quello, prima era stato altro in un Italia altra. Il libro è di Davide Lajolo, nome di battaglia Ulisse, che l’8 settembre passo alla lotta partigiana da fascista che era stato, nella ragioni che erano mille, dentro il tormento di un uomo solo. Lajolo titolò il libro “il voltagabbana”. Da questa sua storia ho capito come la vita non è un linea ritta, ma un lungo susseguirsi di tornanti.

Al bar ritti a non confessare errori, ma errando nell’ennesimo sfottò.

Semo perso? Ne se, ma i non so mai perso e non ho più sangue nelle vene.

Sì Ciao bella ciao l’ho cantata d’accordo, e anche l’Internazionale, però in coro eh

Che belle scarpe che hai, manifattura inglese? Toscana

Un ufficiale americano dice al suo generale durante la campagna d’Italia: “signore ma come faceva Mussolini a governare gli italiani, non c’è neanche un fascista”