Capita la notte, viaggio nell’incubo
10 Ottobre 2022Capita la notte…
La notte non è tempo nostro, noi siamo padroni del giorno, abusivi nella luce artificiale di lampadine fioche la notte ma la notte non è, comunque, tempo nostro.
Ho cercato di resistere alla notte. Ho passato notti conquistate con caffè ed ogni elisir che mi faceva stare destro, anche solo per fare questo. Comunque, rubando il tempo che puoi, alla fine, arriva la notte, padrona di questo tempo e “sfinito, sfinisci ogni resistenza e perdi ogni pudore”.
Come un sasso, un grande masso, che grava sul mondo e arrivano le presenze che hai fuggito per tempo e tempo, ora sono nel loro spazio. Madre che nega il figlio, figlio negato che annega nella paura terroristica di una morte in amore, senza amore. Come se non fosse degno lui, nonostante ogni corsa a dimostrare di essere qui il migliore anche se in torno ogni cosa è peggiore . Poi le porte chiuse, nessuno che stringe la mano, la mano che non si trova.
Dove ho sbagliato? Ma non è nell’errore che sta questa condizione di terrore, ma nella forza disumana di non essere in un abbraccio, in un bacio. Di esser soli per un abbandono antico, infinito, una volta per sempre
Anche il padre non è da meno, gli altri qui sono i miei ma io non sono dei loro.
Solo: leggete le o, lettere chiuse e in una sola parola sono già due chiusure ad un sibilo e ad una torre di guardia.
Un uovo nella vita. Urlo ma non c’è ordine di voce, sono tutti da un’altra parte, qualsiasi parte ma non la mia.
Che paura la notte che appartiene a se stessa e non è nulla per me se non il mio viaggio senza Virgilio, senza Beatrice, di corsa con me e la caduta nel fuoco.
La gola è secca non respiro più, debbo fare pipì che muoio anche nel sogno. Mi viene da dire, mi fermo qui. Poi mi alzo, ho occhi sgranati, prendo fiato e… era solo un sogno brutto
Anche gli angeli capita a volte, sai, si sporcano
Ma la sofferenza tocca il limite, così cancella tutto
E rinasce un fiore sopra un fatto brutto
Siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
Vita, Gianni Morandi-Lucio Dalla
Spunta il sole, tempo che esca da questo film brutto. Bevo una Ferrarelle, fresca come fosse fresco domani.
Dipinto: Renè Magritte, le poison


