Gli umarell della foto e tutti a pubblicare i selfie col nuovo capo

Gli umarell della foto e tutti a pubblicare i selfie col nuovo capo

23 Ottobre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Il male della politica sono i “io c’ero”. Ora sui social tutti pubblicano la loro personale foto con Giorgia Meloni, come se il foto della foto con il presidente del consiglio li rendesse fighi.

Siamo all’idea di toccare la tomba del santo, le sue reliquie per avere grazia. Il potere si fa persona e toccarlo rende potenti, starci accanto e mostrare questo accanto mi migliora per osmosi.

Vale con la Meloni, è valso con Renzi.

Questa cultura pesa, e pesa tanto, prima di tutto per chi si pensa non “santo” ma chiamato, momentaneamente, ad una funzione. I vecchi ministri piemontesi dei primi governi italiani non si facevano pagare, era servizio al proprio re, e quando il servizio finiva, e finivano i soldi, tornavano a produrre riso o vino nelle loro terre. Non toccavano il Re, servivano il Piemonte. Gente seria.

Ora, la coda ad essere codini e a “servizi” del capo e non “servire” il paese.

GiovanBattista Giorgi mi ha insegnato molto nella vita, una delle cose più istruttive è che non devi ossequiare. Eravamo ad un convegno a Roma, lui si è seduto in fondo alla sala, dal palco tutti lo chiamavano a salire tra quelli “in alto”. Lui no, rimase in ultima fila tra la gente. Dopo un poco tutti quelli del palco, in fila, venivano a salutarlo.

Non bisogna elevarsi al potere di turno, è il potere di turno che ha bisogno dell’umile se vuole avere un prossimo turno.

Questa massima forse eviterebbe il cattivo gusto di sentirsi grandi per la grandezza di chi si ha accanto nella pochezza di ciò che si è.