L’albero di Natale di Borgo San Michele miracolo all’uncinetto e di sicuro il più bello
16 Dicembre 2022Lo “intruppo” su Fb, in una sequenza fotografica postata da Tommaso Malandruccolo. L’occhio mi ci va per lo sfondo: la piccola e bellissima chiesa di Borgo San Michele a Latina. E’ la chiesa dove si sposarono mia madre e mio padre, l’angolatura era la stessa della foto del matrimonio dei mie, solo che in questa di oggi c’è “un albero”, in quella del mio ricordo un autobus che aveva portato gli invitati da Sezze a qui.

Un ricordo personale, ma noi non siamo altro che persone. Detto questo guardo l’albero di Natale è coloratissimo e fatto ad uncinetto dalla parrocchia. Tanto lavoro, tanta fantasia, tanta bellezza a fronte di altrettanta banalità che si vede in giro. A San Michele hanno pensato e lavorato per fare una cosa bella per tutti e non di avere cose belle chiuse in casa per se stessi e quindi inutili. San Michele era piccolo, era armonico, ora ci sono tante case, tutte uguali, ma quella chiesa con la sua proporzionata grazia ha contaminato ogni cosa e qui non è periferia ma una comunità attiva.
Mi piace, bravi e a Latina non hanno saputo certo fare di meglio, saranno i miei ricordi a farmi torto, ma credo che invece mi facciano ragione: questo albero di Natale è bellissimo.



Una cosa bella per tutti è una gran speranza, e qui è reale. Vivo in questo borgo da quasi 50 anni e ci vogliamo bene. Lo so, l ho sentito l’ affetto della mia gente pur essendo schiva, pur frequentando poco la comunità. 16 anni fa si ammalava il mio bambino, si è ammalato un figlio del borgo: amorevolezze, attenzioni, premure. Se tu andavi da Franco il macellaio e gli chiedevi due fette di pannicolo lui ti rispondeva ” il pannicolo è per Giacomo’; se Giacomo, nei suoi meravigliosi 4 anni, in ospedale ad Udine nel mese di Gennaio desiderava l’ anguria, Renato e Vania da borgo San Michele hanno fatto arrivare un’ anguria. Si organizzano feste feste per accogliere Giacomo che rientrava da un ricovero, si raccoglievano soldi per sostenere viaggi pieni di speranza per Giacomo. Una comunità intera sempre a disposizione. Ricordo il silenzio, il dolore di tutti il giorno della sua dipartita.
Esiste la partecipazione, la condivisione, esiste la cura per l’ altro, esiste l’equilibrio, la disponibilità, il saper ascoltare, il voler fare, l esserci in modo concreto e semplice.
La mia gente è questa, sa amare; perché senza retorica io l ho visto l’ amore, amore dato e amore ricevuto. Ed ogni volta che ci penso a quell’ anguria, quando penso che di nascosto da mamma che assolutamente non voleva, nel prato dietro casa zio Sandro (che non era suo zio ma un abitante del borgo) lo portavano a fare ‘il fuoristrada’ che a lui divertiva tanto, le preghiere, i giochi fatti per lui…. è bella la mia gente!