Messi, vittoria d’Argentina non me ne voglia la mia Ragione
18 Dicembre 2022Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà.
Antoine de Saint-Exupéry
Debbo alla Francia la dea Ragione, forse l’eleganza e una antica parentela che ci fa parlare eguali. Poi prendi un aereo un pugno di minuti e sei a Parigi ma…
Ma ci sono uomini al di là del mare, e ancora più in là, che hanno facce come le mie, e gli stessi sogni di poter mangiare. Uomini che della nostalgia della distanza ci han fatto un tango, una danza, restando peggiori come me.
Avrete capito che tifavo Argentina, anche se la mia ragione resta francese. Gli ultimi alla fine del mondo, contro i nostri cugini così primi nel mondo da sentirsi anche di più. E’ sangue amici miei. Sangue, lo stesso del Che, lo stesso di Soriano, di Borges, di Francesco il Papa.
Di sangue gli ultimi debbono averne di più
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
in questo sfondo infinito
siamo le ombre impressioniste
eppre noi qui
guidiamo macchine italiane
e vino e sigarette abbiamo
e amori tanti.
Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina
Ivano Fossati, Italiani d’Argentina
Lui.. lo avete visto il giocatore di Francia è un gigante, lui una dimensione che quasi non ha dimensione. Nel calcio moderno devi vedere il cielo, controllare io gioco dall’alto e seguire schemi che la ragione di un vecchio allenatore ha calcolato in mille e mille sfide, molte mai vinte. Devi essere grosso e per i “grandi” quasi non c’è posto.
Ma lui non guarda il cielo, manco il campo da gioco. Lionel Messi sa sempre dove è la porta e guarda sempre i compagni. Messi cerca i compagni, poi le gambe fanno un tango, la palla resta lì ed eccolo, eccolo Di Maria, la palla che gli da pare parlare “vai e fai io verrò dopo”, e cambia il mondo. Poi davanti mica hai “signorine in crinoline” ma la Francia di Kylian Mbappé uno che di gol te ne fa tre, se prendi il fiato in un caldo arrabbiato.
Quelle gambe, quella palla incollata e la velocità che hanno le piccole cose nel grande mondo. Il destino gli aveva messo contro ogni cosa, a favore solo una palla da calcio, da gioco.
Anche per i piccoli venuti dalla fine del mondo, figli dei cacciati dal mondo, c’è la speranza di dire a quelli che erano rimasti al primo mondo: fratelli non eravamo meno belli.
Ho tifato Argentina, ma mia ragione non me ne voglia, ma sto con Davide non con Golia.
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
ma ci sentite da lì?
Noi questa sera ascoltiamo voi, dall’Argentina.


