L’incidente
19 Dicembre 2022Si incrociarono, una verso una via, l’altro per un’altra via. Ogni passo sarebbe stato più distante e poi ancora passo che non si vedeva l’altro. Si incrociarono ma in quell’istante lui scarto di lato verso lei, ignaro del fatto che lei faceva analogo movimento verso lui. Due convergenze in cose parallele… così per volontà di un passo da un lato, ed uno dall’altro non si sfiorarono si scontrarono. Vi a fare le scuse di un incidente a piedi, fatto co i piedi. Lui era imbarazzato, lei non da meno e ciascuno si faceva rosso all’idea che l’altro avesse percepito solo il vero, eppure era vero. Lui chiese scusa, lei non le accettò, far finta di niente sarebbe stata ammissione implicita dello stesso “torto”, anzi si fece offesa, lui cercò nell’educazione di rispondere un poco, ma no non c’era verso.
Ho un dolore disse lei, io no, rispose lui. Lei lo odiava, ma che buon odore aveva. Lei lo detestava, ma guarda come guarda. Lui non poteva dire di tutto questo era stato evidentemente scoperto ad andare allo “scontro” con lei, ignaro della repentina mossa di lei verso lui, come ora ignorava quel suo annusarlo, quel suo sentirlo.
Che dolore, chiese l’uomo per cortesia, perchè sia. Madre mia che pignoleria.
Lei “dell’anima mai che sovente rende trasparente questa mia questione di essere…”
Continuò lui: di essere presente quando non c’eri, di essere ora qui e qui sarai domani e sempre nel medesimo punto lo stesso incontro.
Lui aveva un frac, lei un abito da sera che la faceva sirena si accorsero che seppur da lati opposti erano destinati al mare: uno per lasciarsi andare, l’altra per respirare, per nuotare.
Fu alla donna il compito di dare l’indicazione: puoi fare ciò che devi, io quel che potrò. Così ti salverai, io mi salverò.
Non conosco il resto della storia, ma dicono quelli che vivono vicino al mare che da allora la sera si sente cantare, un uomo e una donna cantano a dispetto e prima del sole qualcuno dice che nascoso dal canto del gallo si senta baciare.


