I patrioti e la ragazza che legava i fili d’erba, intorno alla spigolatrice di Sapri
25 Dicembre 2022Era un romanzo da leggere a Natale, era un libro decodificato dai segreti del vivere complicato. Legava fili d’erba, sì dico sul serio: legava fili d’erba. Chi avrebbe mai pensato ad una storia così liscia da essere ruvida barba di un Babbo Natale alla fine del lungo viaggio per dare ad ogni bambino la sua giusta considerazione.
Legava fili d’erba, erba matta, erba che cosa mai volete farci con l’erba che altro non è che nutrimento di cavalli.
Giocano con l’erba i bambini senza giochi, i gatti ad imparare la caccia, il vento che non vuole alberi al suo corso e poi basta, altro da fare non c’è.
Odore di erba tagliata, di ginestra e erba cipollina. Odore di vento dal mare.
Me ne andava al mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
Nel vapore ci stavano illusi di Patrie da fare, giovani destinati a fallire ma ci debbono provare a cambiare. Lei gli dona l’erba e non il piombo, il bacio e l’amore e non il giudizio di chi difende cose vecchie non capendo che cambia il vento già dal mare.
Scende e, che strano, baciano, baciano, e la baciano e lei si fa baciare
Sceser con l’armi e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti aveano una lagrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane,
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
“Siam venuti a morir pel nostro lido”.
Così lei si vide in uno di loro quel che l’anima cerca al mondo il proprio destino. Si vide correre sulla spiaggia, le colline parevano una fortezza, e pensò ad un amore ardito, oltre il proibito. Così fu, una ragazza che legava fili d’erba e un viandante di mare che cercava una Patria che ancora mica c’era ma che la sognavano forte.
Lei lo baciò, o le parse di sognare, ma le parse così tanto che lo senti fino a impazzire estasi che conoscono gli amori.
Un romanzo da leggere a Natale, da sentire vestito di rosso, rosso fuoco.
avanti a loro correa sangue il piano:
fin che pugnar vid’io per lor pregai,
ma a un tratto venni men, né più guardai:
io non vedea più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro.
I versi sono di Luigi Mercantini “La spigolatrice di Sapri”


