Latina, le Cinelli chiudono e Latina sarà un poco meno elegante

Latina, le Cinelli chiudono e Latina sarà un poco meno elegante

28 Dicembre 2022 1 Di Lidano Grassucci

Chiamo Andrea Spada che sta davanti al negozio della madre angolo tra Via Gramsci e Corso della Repubblica. Grido “Spadino”, lui si volta sorride e mi dice “ma tu non comperi niente?”

“E perchè” rimando e Spadino mi da la notizia “Chiudiamo”

Come chiudete? Questo non è un negozio, questo è un simbolo. E’ come il caffè Pedrocchi a Padova, Giolitti per il gelato a Roma, l’Upim a MIlano…

Ogni mattina, ogni mattina che il Signore mandava in questa terra da tempi che non so contare, ma che saranno almeno tanti da quando avrà ragione che le sorelle Liliana (nella foto più in basso) e Marina (foto qui sotto) aprivano il negozio. Sempre insieme come quegli uccellini che non si separano mai. Famiglia Cinelli che fa commercio a Latina dal ’32, che vuol dire da quando la città è nata.

Tutte le mattine insieme, una resistenza incredibile. Sempre elegantissime, sempre originali sia nel modo di persi al pubblico, sia nella scelta dei loro prodotti, in quello che vendevano. Prodotti per la casa ma era tutto così originale, anche perchè anche quando c’era qualche cosa meno sopra le righe loro la collocavano in modo che fosse musica nel pentagramma della vetrina.

Una volta, me lo ricorda Emilio Andreoli, da loro si serviva Anna Magnani, mica una così, veniva dal Circeo o da Roma per scegliere il meglio per la casa.

Dall’anno nuovo non ci saranno più, la storia finisce. Non si chiude una vetrina, ma una danza nel vendere, una qualità del vivere, una Latina che nasceva contadina e con loro provava a farsi elegante, diversa, una piccola MIlano.

Forse nel loro negozio, o passando lì davanti, Francesco De Gregori ha trovato ispirazione per dire “Latina grande città del nord”. Un pezzo di storia, una luce lungo i portici. Aspetta… Latina perde un poco della sua eleganza.