La difficoltà delle streghe e il dispiacere

La difficoltà delle streghe e il dispiacere

6 Gennaio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Durante gli interrogatori è riuscito
che le imputate
in tempo di luna al primo quarto
hanno rinunziato al sacramento
del battesimo
seducendosi l’una per l’altra
a commettere tale mancamento

permettendo per maggiore dannazione

delle loro anime
di essere ribattezzate
con una nuova infusione d’acqua
sopra il capo
essendosi sottoposte a tal legame
di obbedienza
al Nemico del genere umano.

Dicono che c’erano donne che in comunione con il demonio facevano cose che voi cristiani ritenevate offesa al creato

Dicono che, in sodale combutta con gatti, animati dalla complicità delle civette quando fa freddo e la luna fa luce quando il Signore ha ordinato le tenebre, danzino, bacino, e facciano unioni come gli animali.

Dicono così restando a guardare quella cosa del mondo che pare di un altro mondo si sentiva la meraviglia

Dicono i giovanotti, che ancora non hanno nella testa le paure dentro lo chiese, che le han viste bellissime e ridere ma non per cattiveria ma per il piacere di essere e dare, sì essere e dare e taluno che ha accolto l’invito è rimasto come le statue di sale a ricordare.

Dicono che in quelle radure vicino ai boschi falò giganti non erano per cucinar canti, per bruciare ilo peccato, ma per riscaldare i corpi che si tuffano nel mare che scelgono e nessuno chiede poi il bilancio.

Dicono che ogni volta dopo questa funzione siano più giovani di prima e ancor più felici di come erano partite.

Profumi di bacche e di vino, grappa distillata così pura che fa vedere sopra l’anima tua.

Dicono che una di loro abbia baciato un villano e lo abbia preso per mano. Lui è rimasto sano, gli altri intorno no lo hanno offeso per l’invidia di non essere stati lui ciascuno di loro.

Così la luna e i falò riempivano gli spazi di quel posto dove solitamente i cristiani passano diritto perdendo la sfumatura delle ombre che fanno gli alberi alla luce del fuoco che arde, della luna che “corre” nel cielo antico. La vità è lì e i vecchi di quel paese la notte con il vino e la neve raccontano ancora di questa terra dove le donne danzano alla luna, la luna bacia gli alberi e il fuoco scalda e non arde. Questa terra dove gli uomini sono umani e si fa l’amore per amare

E quando aveva detto una cosa finiva: ‘Se sbaglio, correggimi’. Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire ‘ho fatto questo’ ‘ho fatto quello’ ‘ho mangiato e bevuto’, ma si parla per farsi un’idea, per capire come va questo mondo.“

Cesare Pavese, La luna e i falò

Come andò a finire? Curiosi, amici miei

Il 14 aprile 1647, nel luogo designato
davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio
vengono decapitate:
Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei,
Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei
i corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta.
I beni delle donne confiscati.

Ivano Fossati, Lunario di settembre

Uomini mai stati felici, trovarono offesa alla loro tristezza questa dolcezza e i gatti ancora adesso si avvicinano a donne bellissime e fanno le fusa. Storie di donne e gatti