Er Sor Carletto Calenda a Latina

Er Sor Carletto Calenda a Latina

22 Gennaio 2023 0 Di Davide FacilePenna

Mentre veleggio, solitario, su Via Emanuele Filiberto in questo gelido sabato 21 gennaio, incrocio il mio amico, L’Avvocato. Mi sorride e indicando l’ingresso dell’Hotel Europa mi dice, strizzandomi l’occhio “ Entriamo? C’è la presentazione dei candidati della Lista di Azione – Italia Viva alle prossime elezioni Regionali. C’è pure lui. Carletto Calenda” “ Daje” dico io.
Non posso non cogliere la ghiotta occasione di infiltrarmi tra i Terzo-Polisti. Così capisco se esistono, davvero, pure da noi e di che razza (politica) sono i renzo-calendiani.
Riunione in sala Roma. Sarà un omaggio alle origini del Sor Carlo che è Romano de Roma, anzi de Borgo Pio?. La sala Roma non è immensa, ma i posti sono tutti occupati e molte persone stanno pure in piedi. Tra il pubblico parecchie teste bianche (normale nella politica italica odierna), ma ci sono anche una decina di under trenta (da queste parti sostengono di essere il partito più votato dai giovani tra i 18 ed i 29 anni).
Scorgo, tra gli intervenuti, varia umanità politica locale, in gran parte proveniente dal mare magnum del centro-
sinistra.
C’è il baffuto Gilberto Montechiarello, ex assessore di lungo corso a Sermoneta, che fu socialista, ma ora sta in Azione.
C’è anche un altro ex assessore Sermonetano, Menossi Gabriele. Stava con il Centro di Coraggio Italia di Toti, forse ora guarda sempre al Centro, ma a quello di Italia Viva?
Tra i candidati consiglieri regionali c’è invece l’eterna ragazza della sinistra pontina, Nicoletta Zuliani che, nel 2021, lasciò il PD di Latina perché volevano abbandonare ( a suo dire) il simbolo per unirsi a Coletta ed è passata con
Calenda.
Furtivo passa di fronte a me, un altro ex della Ditta, Pasquale Mancini che saluta chiunque gli capiti a tiro, come
quando era candidato lui con il PDS. Scorgo pure un po’ di ex Destra pontina.
Su tutti, Filippo Cosignani, che tentò, fallendo, nel 2011 la corsa a Sindaco con la lista fascio-comunista voluta dallo
scrittore Pennacchi. Appena piomba in sala Carletto Calenda si scatena un tripudio d’applausi.
Lui fa il bacia-mano alle Signore presenti (che lo adorano) e chiede “ ndò sta Zingaretti?” Caspita, Zingaretti candidato con il Terzo Polo? Invece si tratta del giovanissimo segretario provinciale di Azione, Davide Zingaretti. “
“Parente dell’ex Presidente della Regione?” chiede l’Avvocato.“ No. No” gli dicono con decisione.
In realtà Davide Zingaretti parla solo un po’ come Nicola Zingaretti, nel senso che la esse la pronuncia quasi come la
zeta.
Comunque è bravo, preciso, puntuale. Presenta i candidati consiglieri.
Zuliani (ex PD), Giovannini (ex PD), Carinci (ex FDI), Parisella (ex Forza Italia), Palmacci e Marconato ( la più
giovane). Solo alla fine Davide Zingaretti esagera nell’esaltazione e dice “per noi D’Amato è il candidato Presidente più migliore” ma va bene lo stesso. Promosso.
Dopo di lui, interviene Carlo e ci sa fare. E’ un comunicatore nato. Molte battute ad effetto, bordate a Durigon (applausi facili) e poi illustra il partito dei giovani e del futuro. Solo che poi parla, per venti minuti, di sanità ed assistenza
sanitaria perché, la nostra Regione, come in genere, l’Italia è un paese per vecchi e quella cosa serve, eccome, per
avere consensi.
Dice cose, a mio avviso, condivisibili sulla vacuità della politica attuale, solo che non si capisce come si possa farne
parte (lui) senza esserne parte in causa. Esagera anche in paraculismo con la storia dello “stiamo nel Lazio con D’Amato e con la Moratti in Lombardia, perché sono bravi entrambi”.
I due candidati Presidenti, oltre ad avere storie politiche opposte, la vedono molto diversamente proprio sulla Sanità
e sul modello di gestione da seguire. Come fai a stare con tutti e due, senza beccarti l’accusa di paraculismo? A Roma con l’Umberto I ed a Milano con il San Raffale? Boh. Vedremo.
Pure la storia del Centro Riformista, in cui colloca il proprio partito, mica mi convince tanto. Ci hanno provato in molti a ricreare il Centro Politico negli ultimi trent’anni ed hanno sempre fallito. Poi, per me, il riformismo è solo quello socialista di Turati e Matteotti. Comunque in bocca al lupo, magari ci riesce proprio lui, Del resto il nonno, Luigi Comencini, girò il Compagno Don Camillo , più Centro Riformista di così.
Unica nota stonata del bel discorso la chiosa finale“ Non si può votare per simpatia, ma lo si deve fare guardando il
curriculum vitae. Per esempio alle Regionali” indica i candidati “ Scegliete quei curriculum vitae che siano più adatti”.
Carlè mi sa che il plurale di “curriculum” sarebbe “curricula”, ma in questo non posso criticarti troppo, perché io ero un
caprone in Latino al Liceo. Al di là degli scherzi, la politica non è solo buoni curricula, ma anche organizzazione e classe politica. A occhio e croce ci sarà da lavorare tanto, in questo, dalle parti di Azione.