Ciao Pierfranco avevi messo i gioielli nei portici e quanta nostalgia di Cori

Ciao Pierfranco avevi messo i gioielli nei portici e quanta nostalgia di Cori

29 Marzo 2023 0 Di Lidano Grassucci

E’ venuto a mancare Pierfranco Caratelli, gioielliere in Corso della Repubblica a Latina. Ieri, solo ieri, l’ho incontrato sotto i portici davanti al suo negozio, combatteva con una scala e, come sempre, ci siamo presi in giro: “ma mo pure n’cima alla scala munti” e lui “i che tenco da fa”. Ci vedevano così a parlar “male” di Latina e del suo grigio tempo in nome di una Cori, per lui, e una Sezze, per me, che non c’erano certo più e tutti e due scesi qui sul piano. Ci sentivamo per consolarci di aver tradito la partenza e di non aver mai accettato fino in fondo l’arrivo.

 Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina 

Si siamo Lepini di Latina, la distanza è atlantica tra la nostalgie e le possibilità. Nè più lì da dove veniamo, nè di qui di dove siamo, anime perdute.

“Quando ripassi fermete te temco da dice na cosa…”

E non me l’ha potuta dire. Ci consolavamo nell’essere differenti per quanto ormai così eguali. Era un signore Pierfranco, loquace, sigaretta in bocca, sorridente per complicità. Sono in piazza incontro un antico amico di mio padre di Cori, mio padre aveva lavorato tra Cori e Roccamassima per tutta la vita, e mi dice “vado a avvertì gli sbandieratori, non ci potevo credere Pierfranco è morto”.

Torna alla sua Cori ora, ma che bello sarebbe stato prendere in giro ancora quelli di Latina, quel polentone brontolone di Silvano Moretto. Ciao amico mio, ciao corese e so sicuro ripasso

ma ci sentite da lì?
in questi alberghi immensi
siamo file di denti al sole
ma ci piace, sì
ricordarvi in italiano
mentre ci dondoliamo

mentre vi trasmettiamo.

I funerali domani giovedì a Cori, chiesa di San Francesco alle 10.30.

I versi sono di una bellissima canzone di Ivano Fossati, italiani d’Argentina, che parla di gente come noi spostata e con il cuore diviso come tra due amori, la madre dove siamo nati e il padre che ci ha fatto grandi. Cuori divisi.

Ciao Pierfranco, ora sotto i portici dovrà parlare “pulito”, “in pizzo”.