Latina/ La campagna elettorale che si ripropone come i peperoni
30 Marzo 2023Ma di cosa si parla? Prima di fare una offerta elettorale bisognerebbe avere idea di cosa si va a governare. Facciamo un viaggio nella Latina che c’è ma di cui non si parla. Una città è una macchina con gli ingranaggi e un lavoro da fare. Un trattore serve a coltivare il terreno, l’auto a viaggiare, una gru a sollevare le cose. Tutte macchine ma ciascuna con un compito. Roma è città dei servizi pubblici, Milano della creatività e della bellezza, Torino dell’innovazione, Genova guarda verso il mare, Venezia e Firenze sono la loro storia.
Latina? Dire città di fondazione è come dire del trattore il diametro delle ruote, ma non percepire che “funzione” svolgere. Il politico pret a porter ripete il rosario delle elezioni con mille strade, qualche aeroporto, ospedali a go-go, e sbocchi al mare, manco fossimo Danzica rispetto alla Polonia. Una politica che è come il peperone… ti si ripropone.
Bisognerebbe, invece, capire quel che è mutato e metterlo a sistema. Latina è una città che si è data un ruolo “ricreativo”, una industria del tempo libero, che ha nella zona dei pub il suo hardware. I pub aggregano ragazzi che hanno qui la ragione di starci per via di una funzione della città: la funzione della formazione. Il tutto in una città che resta “giovane” demograficamente in un paese fi vecchi, in un continente di vecchi.
Intorno a questa risorsa va realizzata un ridisegno funzionale della città. Se i giovani creano la funzione dell’uso del tempo libero l’operatore pubblico deve aggiungere funzioni coerenti. La chiusura del teatro è stata scellerata, la chiusura della biblioteca è scellerata. Tutti parlano di sviluppo universitario per Latina, c’è tutto, ma le università per funzionare hanno bisogno anche di un terreno fertile su cui prosperare. Serve una politica della formazione che integri i poli di formazione esistenti: le scuole superiori con eccellenze con l’istituto agrario, ne cito una per tutte; la scuola di volo basico dell’aeronautica militare all’aeroporto, il campus internazionale di musica, ma anche le scuole dei mestieri a cominciare dalla scuola edile, all’ex Ciapi, via via verso gli artigiani che ancora formano eredi in arti secolari, cito uno per tutti Franco Vitelli con i suoi mosaici, ma anche gli artisti. Tutto un modo che è “ignoto” alla politica, che si muove di forza propria eppure potrebbe essere risorsa. Poi ci sono le scuole sportive, come il polo di canottaggio di Sabaudia delle forze armate e della marina. Badate bene, cito Sezze e Sabaudia, perché Latina non è una monade, ma una capitale e deve attrarre eccellenze del suo intorno, non respingere le esperienze.
Latina città dei giovani, quindi di formazione, per questo città del tempo libero, per questo città della cultura di domani e non delle vendette con la storia. Città che se ci sono i poli di formazione poi farà ricerca avendo chi la potrebbe fare i ragazzi che studiano, che immaginano domani.
Ho descritto una città che c’è, ma che non troverete in campagna elettorale. Ho descritto una città che fa economia, ma non c’è in campagna elettorale.
Sono spunti di ragionamento, ma la politica è ragionamento non papagallismo, ripetizione del già detto. Sarebbe bello parlare per un mese di campagna d’altro, di altro rispetto ai luoghi comuni su Latina



Ottime osservazioni