Concorso internazionale di fotografia: la sirena su rughe di costa
3 Aprile 2023FOTO: Alive, Roberto Mannini (Firenze)
Dico così, dico per dire. La mano si fa grande, come ad “ammanettare” la speranza, la mano viene ad incontrare questa mano che sta dietro gli occhi che vedono e che vorrebbe afferrare. La mano naufraga.
Un tempo i marosi spiaggiarono qui sirene e sirene. Era mare grosso, gli scogli erano rughe rugose sopra il mare. Sirene sfinite, finite sirene con capelli lunghi un mare di onde. Sirene che danno tormento ai marinai, sirene che si tormentano per quei marinai.
Guardo dalla gabbia della mia perseveranza terrestre questo sbarco dal mare, sopra il mare dove arrivano ancora gli schizzi dell’onda.
Sbarca la sirene, sbarca la strega, sbarca la spezie, sbarcano gli avanzi, dinnanzi… mare mio. I titoli dei giornali sono densi di sbarchi, sono una immagine di cimiteri
Il Mediterraneo un freddo cimitero senza lapidi
Francesco
Gli scogli code di sirena e la vita ha unghie lunghe di una donna di città, ma la città è senza volto. Terra di Giano bifronte, terra di sirena senza volto. Questo mare che non sta fermo mai
ma la paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte
non sta fermo mai
Paolo Conte, Genova per noi
La sirena non canta, i marinai sono lontani dalla linea di costa che solo questo amore fatto di impressioni e incanto: alle porte di un mondo ne può mai iniziare un altro. O quella sirena si salverà con gambe da gazzella.


