Il tempo di debuttare
3 Aprile 2023In questi giorni mi confronto con la fine. Ho aperto un ovetto di cioccolato ho tolto la stagnola e l’ho morso. Forte era il desiderio della cioccolata mentre lo scartavo, anche al primo morso, poi al secondo già era mancanza di quello che non avrei mai avuto più. L’uovo non c’è più, eco di lui nel palato, poi passa.
La fine, bisogna uscire bene da questo spettacolo, con dignità. La Pasqua è tempo di uova, uova ovunque, tempo di frittate. Uova di cioccolata, uova di vita nuova che guarda chi ha già fatto la sua corsa.
Calimero era un pulcino della pubblicità aveva per cappello una parte del guscio e un’altra faceva da slip era pudico, era nero. Ho passato giorni e giorni, ore ed ore a seguire la sua sfortuna di essere “piccolo e nero”. Invece era solo sporco e giovane e lavandosi diventava un cigno bianco e grande e forte.
Calimero lo avrei avuto avere come amico anche ora, per farmi essere meno dietro o per sentirmi bambino. Uomini seri mi diranno: alla tua età Calimero? Ma cosa penserà tuo padre con tutti i libri che ti ha pagato, le scuole a cui ha investito la sua fatica. Ora guardati sei uno stilita col mito di Calimero, il vestito di un pulcino dopo la schiusa alle prese con un uovo di cioccolata.
Che fine, a proposito di fine. C’è il sole, il tempo della luce è lungo, il tempo per me un poco di meno e mi dimeno tra i miei pensieri.
Qualcuno medita, qualcuno si sente qualche cosa, io abbraccio il mio cappotto corto e vado in un qualsiasi porto. Come sarebbe bella l’Argentina, entro in un teatro grande dove rimbomba la voce dell’attore, marmi e stucchi e eco di vuoto. Dove andrà a finire la mia voce.
Cose da niente, tutto è indaffarato, io penso quanto è bello questo creato anche se ricreato, poi faccio l’inchino come Arlecchino e mi presento sono la maschera che non ebbe il tempo di debuttare e si dimenticò di recitare.


