La Latina magica che spiega la ragione

La Latina magica che spiega la ragione

6 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci

Cesare Bruni dice “Ma se i romani non hanno costruito qui e lo hanno fatto ovunque, un motivo ci sarà”. L’osservazione di Cesare che pure ama città fondate e stili di ragioni ha un senso. Perchè no? Qui poi le città nascono i muoiono e l’osservazione si invera nelle sue contraddizioni. Satricum era città, è scomparsa, Tres Tabernae era città ora è un poco più in là, Ninfa era una città vi incoronavano fino i Papi è morta. Norba è morta, Cara Cupa è morta, l’antica Priverno., e il Circeo non è da meno.

Qui le città quando nascono trovano nella loro stessa culla la morte. Ecco che questo posto assume dimensioni non di ragione, ma di magia, di spiriti. Del resto le paludi hanno anime perse, ma anche le sorgenti che poi fanno le paludi, ma anche i culti di madri che debbono “salvare” chi si è inoltrato in “selve oscure che le rette vie…”

Non solo quando si fanno le città ai margini si costruiscono bastioni ciclopici: al Circeo, a Sezze, a Norma… difendersi da chi di così grande? Perire perchè?

Qui passa San Paolo, quello che “pensa” la Chiesa. Ci passa e sosta, tira diritto ma lascia in sospeso il verbo qui, lo lascia franco come da scrivere, e passa il testimone a Tommaso che ci muore. Qui nasce la letteratura d’occidente con Ulisse che trova una maga, trova la magia ed è bellissima quanto crudele.

Nella campagna elettorale non sono certo temi, ma certo nello spirito delle cose… Littoria sorge, la fanno rapida, ma rapida muore e rinasce ma è altro da prima e nasce Latina. Sempre lo stesso destino, città in precario, di gente che un poco scommette sul destino e perde spesso, ma talvolta vince.

Per queste terre infide una principessa guerriera, Camilla, fa innamorare gli eroi, una piange l’amore perduto, e la palude è un fantasma di fantasia…

Qui c’entra la magia. Io l’ho buttata così, ma forse è vero.