Elezioni a Latina: Celentano-Coletta (Disciplina contro occasione)
8 Aprile 2023Se il terzo non è dato, le elezioni a Latina per il Comune saranno un inedito “turno unico”. Si voterà potendo scegliere tra Matilde Celentano e Damiano Coletta e basta, praticamente, quindi il primo turno sarà comunque anche il secondo e non ci saranno i sospesi
Io era tra color che son sospesi
e donna mi chiamò, beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.
Parafraso Dante per dire che gli elettori avranno due richiami e l’uno esclude l’altro.
Cosa vuol dire? Che questo stato dell’arte cambia le carte in tavola, se con più candidati si corre alla posizione, si ha il tempo di prendere fiato, con due no è salto nel vuoto. Damiano Coletta è campione, lo è stato, del doppio salto lo ha fatto la prima volta in un fronte che era diviso a destra per due Alessandro Calvi e Nicola Calandrini (gli altri ebbero meno fortuna), a sinistra con Enrico Forte. Primo turno riduce la partita a Calandrini, secondo turno se la gioca e vince. Con Vincenzo Zaccheo sfrutta la candidatura di Annalisa Muzio, Nicoletta Zuliani e vari per ammortizzare la forza dei candidati su Zaccheo e al secondo turno cala l’asso. Insomma ha tecnica rodata che ora non vale più. Cosa cercherà di fare? Farà in un giorno quello che ha cercato di fare nei 14 del doppio turno: spaccare il voto. Un conto il sindaco, un conto il consiglio. Riuscirà? Doppio salto carpiato con avvitamento (e pure retromarcia).
Il calabrone per le leggi della fisica non dovrebbe volare eppure lo fa
Coletta riesce a mettere in campo 4 liste (Lbc, Latina 1932, Pd e 5 stelle) 144 candidati, ma la destra di Celentano ne mette sei oltre 200 candidati (Fdi, Forza Italia, Lega, Udc, lista del sindaco, democrazia cristiana). Una potenza di fuoco notevole che la destra dovrebbe sfruttare in una battaglia campale non certo in un combattimento urbano dove i cecchini giocano un ruolo che in campo aperto è impossibile. La destra deve non dividere le forza, ma concentrarle e sostenere che il pacchetto elettorale è unico. Non è questione di sindaco ma questione di governo.
Contano le parole e le azioni…
Può la disciplina nella guerra più che il furore, la destra non deve cercare vendetta sull’avversario ma disciplinatamente far valere la sua forza (leggersi Niccolò Machiavelli non fa male, lui la politica non l’ha fatta, non l’ha subita l’ha creata)
La sinistra? Anche qui Machiavelli aiuta Sapere nella guerra conoscere l’occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa.
La partita sarà tra disciplina e occasione


