Latina, il rischio del candidato unico e il paradosso del cucuzzaro
9 Aprile 2023Coletta contro Celentano e va bene, centrodestra contro centrosinistra. Ma già qui c’è una anomalia: possibile che una città di 120 mila residenti non abbia altre dissonanze. Possibile che qui sia l’unico posto dove il bipolarismo perfetto abbia trovato la sua perfezione? C’era un gioco che facevamo da ragazzi sulle mie montagne il gioco del cucuzzaro.
Parla per primo il cucuzzaro, pronunciando ad alta voce una frase del tipo:
“Sono andato nel mio orto e ho raccolto…” – prosegue la frase con un numero, tra quelli assegnati alle cucuzze, a piacere.
La cucuzza nominata (ad esempio la numero due), risponde:
“E perché due?”
E il cucuzzaro:
“Allora quante?”
A questo punto la cucuzza dice un altro numero tra quelli in gioco oppure chiama in causa il cucuzzaro, pronunciando la frase: “tutto il cucuzzaro!”, il quale prosegue scegliendo un altro partecipante al gioco.
Se la cucuzza con il numero chiamato non risponde prontamente, viene eliminata dal gioco o deve pagar pegno
Gioco di prontezza e gioco dove ci sono tante cocozze, altrimenti non è divertente, non c’è possibilità.
Per tornare in politica a Latina non ci sono, semplicemente, le articolazioni sociali, non ci sono le “differenze” sociali.
Se a tutto questo si aggiungono le conseguenze, nefaste per la parte, della guerra intestina ai vari intestini di centrosinistra la frittata è fatta. Lbc perde i pezzi a favore del Pd Gianmarco Proietti, Emilio Ranieri, Valeria Campagna, e il Pd voti, quelli di Enzo De Amicis in favore di Coletta contro Daniela Fiore. Un caos in uno stagno che di fatto rende meno credibile questa offerta politica, meno attrattiva e quindi?
La proposta di Matilde Celentano diventa quasi una esclusiva, con sei liste e 240 candidati consiglieri. Certo è vero che anche qui i distinguo non sono pochi, ma è anche vero che se li sono tenuti per loro.
E’ un bene, è un male? Per chi ama la competizione è triste, in una città che già di tristezza non fa difetto.
Che cento fiori fioriscano, che cento scuole di pensiero gareggino
Così diceva Mao che non era esattamente un pluralista. A Latina corriamo il rischio di non avere opposizione il che è un dramma per la maggioranza e sarebbe bello avere opposizioni.


